Bomarzo è l’autobiografia romanzata di Pier Francesco Orsini, condottiero del Cinquecento e duca appartenente alla nobile famiglia Orsini. Scritto nel 1962 dall’autore argentino Manuel Mujica Lainez (1910-1984), il libro affonda le radici nella tradizione barocca e dà vita, al tempo stesso, a un ritratto straordinariamente vivido del rinascimento italiano e a una forma di narrazione moderna e inventiva. Il destino di Pier è profondamente ironico. Nato con una gobba, è dolorosamente fuori posto in una famiglia di condottieri, e il padre e i fratelli maggiori non mancano di ricordarglielo: il nome degli Orsini è “come un’altra gobba”. L’ampiezza di Bomarzo è impressionante: Jorge Luis Borges ne paragonò l’ambizione enciclopedica all’Ulisse di Joyce. Eppure gran parte dell’autobiografia di Pier è frutto dell’invenzione di Mujica Lainez, a cominciare dalla gobba del duca: Edmund Wilson vi credette fino a quando fu lo stesso autore a rivelargli la verità. Riempire i vuoti lasciati dalla storia nella vita di un personaggio reale potrebbe sembrare un’operazione temeraria. Ma, per Mujica Lainez, il progetto stesso della biografia è destinato al fallimento: se le fonti sono scarse e ogni ricostruzione è inevitabilmente destinata a fallire, perché non inventare?
Colm McKenna,
Times Literary Supplement

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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati