.

Questo inquietante thriller ambientato in un hotel è l’ennesima prova che l’horror irlandese sta vivendo un momento d’oro. Bauman (Scott) è uno scrittore statunitense, incredibilmente sgradevole, in viaggio verso la locanda irlandese ormai fatiscente dove i suoi genitori trascorsero la luna di miele. Il suo piano è di spargere lì le loro ceneri, e di essere il più sgradevole possibile con chiunque incontri. Ma l’hotel cela alcuni segreti tra cui, si dice, la presenza di una strega che incatena le sue vittime per farle poi divorare, un pezzo dopo l’altro, da mostri infernali. McCarthy, che si è fatto le ossa con l’apprezzato cortometraggio He dies at the end, combina edifici infestati, traumi infantili, folclore e funghi allucinogeni in un mix inebriante. Molti degli elementi messi insieme non sono di per sé originalissimi, ma il regista sovrappone un’atmosfera opprimente (la location è scelta molto bene) a un inquietante design sonoro che gradualmente risucchia l’aria dalla sala, lasciando lo spettatore nervoso e senza fiato.
Wendy Ide, The Observer

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati