◆ In Canada la stagione degli incendi nel 2026 è cominciata lentamente, ma ha accelerato alla fine di giugno a causa del caldo e dell’aridità, riavvicinandosi alle media degli ultimi 25 anni. Il 19 luglio nel paese c’erano quasi 950 incendi attivi, più di 190 dei quali nella provincia dell’Ontario.

Questa immagine satellitare mostra il fumo dei roghi in Ontario che viene trasportato dal vento verso sudest, coprendo la parte meridionale della provincia, il Québec e gli Stati Uniti nordorientali.

In molte zone il fumo ha tinto il cielo di grigio e arancione, ma il suo impatto sulla qualità dell’aria è variato a seconda dell’altitudine. Dove le particelle sono rimaste ad alta quota l’effetto è stato trascurabile, mentre dove si sono avvicinate di più al terreno le condizioni sono peggiorate significativamente. A Toronto la qualità dell’aria ha raggiunto livelli pericolosi, e nello stesso tempo gli abitanti della zona dovevano fare i conti con un’ondata di caldo estremo che ha accentuato i rischi per la salute.

Gran parte del fumo proveniva dal nordovest dell’Ontario, dove otto incendi si sono propagati rapidamente il 13 e il 14 luglio, spingendo le autorità a ordinare l’evacuazione di diversi centri abitati. Dall’inizio del 2026 in tutto il Canada sono già bruciati 2,9 milioni di ettari di vegetazione. Secondo gli esperti nei prossimi mesi il rischio di incendi resterà particolarmente alto in tutto il nordest del paese.–Nasa

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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati