Il nostro rapporto con la moltitudine di esseri viventi che ci circonda è in costante evoluzione. Ne abbiamo una dimostrazione anche oggi: mentre l’industria alimentare alleva più bestiame che mai, il benessere animale sta generando una crescente consapevolezza. In L’invention de l’animal, lo storico e antropologo Pierre-Olivier Dittmar ripercorre la storia di questo rapporto, dal medioevo in poi. Secondo lui “l’animale” fu praticamente inventato perché prima del tredicesimo secolo non esisteva come categoria distinta dall’essere umano. Hanno avuto un ruolo determinante nell’infrangere l’armonia tra uomo e animali il cristianesimo e gli studi accademici che hanno progressivamente condizionato l’atteggiamento verso i secondi, la loro rappresentazione nelle arti, le nostre abitudini alimentari e via dicendo. Dietro il desiderio dell’uomo di separarsi dalla natura, Dittmar individua la negazione della mortalità. Un punto di partenza per ogni sorta di abuso ambientale, accelerata dalle dinamiche economiche del mondo moderno. Le Monde
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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati