Questo album si basa su due belle idee. Una è presentare tre concerti pianistici per la sola mano sinistra, commissionati da Paul Wittgenstein dopo che perse il braccio destro durante la prima guerra mondiale. L’altra è presentare molti musicisti ucraini: il pianista Illia Ovcharenko, la direttrice Oksana Lyniv e soprattutto Sergej Bortkevič con il suo secondo concerto. È un lavoro che capita di ascoltare di rado ma è di grande interesse. Jeremy Nicholas scrisse che sembra una collaborazione tra Max Steiner e Rachmaninov. Io aggiungerei Wagner al mix, ma se l’originalità non è la vostra priorità assoluta questo lavoro ha un fascino melodico irresistibile. Naturalmente, la cosa fondamentale è la qualità delle esecuzioni e Ovcharenko si fa largo nelle terribili difficoltà del quarto concerto di Prokofev con una facilità stupefacente. Mantiene un bellissimo legato in tutti i momenti più lirici di Bortkevič ed esce benissimo dall’intricato finale di Ravel. Questo è un disco molto interessante.
Peter J. Rabinowitz, Gramophone
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Questo articolo è uscito sul numero 1675 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati