Per il suo primo album solista la chitarrista Élodie Brzustowski esplora il repertorio romantico del suo strumento e ci trova dei gioiellini poco conosciuti. Li difende senza nessun virtuosismo dimostrativo e con un’intelligenza nella scelta dei colori, una finezza e una sensibilità che colpiscono nel segno. È registrata da vicino, e questo rende bene la grana sonora che Brzustowski ha trovato in tre chitarre d’epoca dal timbro un po’ opaco e penetrante. Molti ascoltatori scopriranno qui Marco Aurelio Zani de Ferranti (1801-1878), virtuoso di Bologna e molto apprezzato in giro per l’Europa, pieno di umorismo ed eccentricità. La sua Fantasia variata sulla romanza dell’Otello op. 7 è resa con una scioltezza che ne trasmette tutti gli aspetti più divertenti. Ma per noi il colpo di fulmine arriva con i suoi Sei notturni biblici: la linea melodica si dispiega in maniera quasi vocale, servita da un legato morbido, armonici integrati con cura e una grande espressività. La Fantasia su un motivo del balletto Armide op. 4 di Napoléon Coste (1805-1883) conferma le qualità poetiche di questo disco.
Julien Gobin, Diapason
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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati