Nella Danimarca del dopoguerra, un ricco industriale vedovo si è fidanzato con Marie (Arcel), la bambinaia della figlia. Mentre per le strade di Copenaghen le donne sospettate di aver intrattenuto rapporti con i nazisti sono pubblicamente umiliate, la capacità di Marie di nascondere le sue paure e i suoi segreti è messa a dura prova facendole scoprire in sé una vena di autocommiserazione, astuzia e spietatezza. Il film mostra anche una trascurata verità: nel dopoguerra, non solo in Danimarca, umiliare le donne era un modo conveniente per distogliere l’attenzione dalla ben più sostanziale e capillare collaborazione degli uomini con i nazisti. Peter Bradshaw, The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati