Opisanie świata, che in polacco significa “descrizione del mondo”, è quasi un libro di viaggi. Ma presto si capisce che il ritorno in Brasile intrapreso dal protagonista per una breve visita al figlio che non ha mai conosciuto sarà quasi definitivo. La possibilità di tornare in Polonia è remota: è cominciata la seconda guerra mondiale. Il romanzo si apre con una lettera di Natanael al padre, Opaka. Il figlio vive in Amazzonia, è malato e desidera conoscerlo. Opaka lascia così la sua città e, senza ancora sapere della guerra, sta per diventare un immigrato. Il viaggio è segnato dalla saudade, dall’amore e dalla nostalgia per un figlio sconosciuto e gravemente malato. Mentre aspetta il treno per il porto, Opaka incontra Bopp, un brasiliano divertente e confusionario, carico di cianfrusaglie, che viaggia per il mondo. I due sembrano agli opposti: il taciturno polacco cerca di leggere il giornale, Bopp parla senza sosta. Ma presto si scopre che l’uno è quasi il complemento dell’altro. In treno e poi sulla nave accadono fatti che sfiorano il fantastico, quasi a ribadire che tutto è letteratura. Anche la forma del racconto è irrequieta: alterna prima e terza persona, lettere e poesia. Il libro arriva così alle soglie dello sperimentale. Cercare una precisa genealogia letteraria per la brasiliana Veronica Stigger è difficile. Ridurre il romanzo a un omaggio alla tradizione modernista brasiliana significherebbe renderlo qualcosa di più piccolo di quel che è.
Haron Gamal, Rascunho
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati