Le truppe statunitensi hanno completato il ritiro dalle loro ultime basi in Iraq il 30 settembre, come previsto da un accordo concordato sotto l’amministrazione di Joe Biden e confermato da quella di Donald Trump. Il quotidiano iracheno Al Sabaah celebra il giorno della “ritrovata sovranità irachena”. Al Mada sottolinea che dietro all’entusiasmo restano le preoccupazioni sulla sicurezza, in particolare il timore che nella zona possano riaffermarsi gruppi jihadisti come lo Stato islamico (Is). Il rischio, riferisce il quotidiano iracheno, è che il ritorno dell’estremismo possa essere strumentalizzato per giustificare le milizie che non vogliono deporre le armi o per aumentare l’influenza dell’Iran nella politica irachena. Le forze statunitensi invasero l’Iraq nel 2003 per rovesciare Saddam Hussein, occuparono il paese e combatterono un’insurrezione per anni prima di ritirarsi alla fine del 2011. Tornarono meno di tre anni dopo per partecipare alla guerra contro l’Is tra il 2014 e il 2017.
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Questo articolo è uscito sul numero 1685 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati