La sconfitta di Luiz Inácio Lula da Silva contro il candidato di estrema destra Flávio Bolsonaro al primo turno delle elezioni presidenziali del 4 ottobre ha risvegliato la sinistra brasiliana. “Una marea rossa, il colore del Partito dei lavoratori di Lula, l’11 ottobre ha riempito l’avenida Paulista a São Paulo in un’esibizione di democrazia e di forza”, scrive El País América. Un’altra manifestazione si è svolta il giorno dopo vicino alla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro (nella foto), “sempre come parte della mobilitazione generale dei partiti e degli elettori di sinistra”, scrive il sito Uol. Una rimonta di Lula al ballottaggio del 25 ottobre è difficile ma non impossibile. “Ma se vincesse”, scrive Sumaúma, “avrà margini di manovra ridotti perché il parlamento è dominato dalla destra e dall’estrema destra. Se invece trionferà Bolsonaro, l’America Latina sarà dominata da governi vicini al presidente statunitense Donald Trump, e il Brasile probabilmente smetterà di essere una democrazia e assisteremo alla fine dell’Amazzonia”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati