Per Hailun Ma, fotografare significa riscoprire la ricchezza culturale dello Xinjiang, nel nordovest della Cina, dove è nata e cresciuta.
Con una superficie che è quasi il triplo della Francia, la regione autonoma uigura dello Xinjiang è la più grande divisione amministrativa della Cina ed è caratterizzata da vaste distese di montagne e deserti, in gran parte disabitati. Confina con Mongolia, Russia, Kazakistan, Afghanistan, Pakistan e India ed è conosciuta per la sua grande varietà di gruppi etnici. A diciotto anni Hailun Ma si è trasferita a New York, negli Stati Uniti, per studiare alla School of visual arts e in quel periodo ha cominciato a interrogarsi sul significato della moda e della bellezza. Il suo primo pensiero è andato alla sua terra d’origine: “Quello che fotografo riguarda sempre la mia terra: è qualcosa di molto istintivo ed emotivo”.
Ma è di etnia han ed è cresciuta a Urumqi, la capitale dello Xinjiang, circondata da persone di origini e tradizioni diverse. Questa condizione è stata una chiave d’accesso per esplorare ciò che la circonda usando generi diversi, dalla fotografia di moda al ritratto e al tempo stesso trovando una dimensione più personale.
Nelle sue immagini dai colori vivaci, ritrae spesso ragazze e bambini in abiti tradizionali in composizioni finemente studiate per raccontare la loro quotidianità. Senza confrontarsi direttamente con le tensioni politiche che attraversano la regione, Ma cerca di restituirne la diversità culturale unendo tradizione e modernità. ◆
◆ Hailun Ma è nata nel 1992 a Urumqi, nello Xinjiang, in Cina. Il suo lavoro è esposto al museo Foam di Amsterdam, nei Paesi Bassi, fino al 20 gennaio 2027. Nella mostra, intitolata ** Hometown**, ** **sono presentate quattro serie: Xinjiang fashion guide, che esplora il rapporto tra moda e identità culturale; Streetculture, dedicata agli stili e alle espressioni della vita urbana; Family, che indaga i legami familiari e le tradizioni; e Urban arts sulle forme creative della cultura contemporanea.
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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 66. Compra questo numero | Abbonati