Una società che tradisce i giovani

◆ Ho 22 anni e mi sono commossa quando ho letto l’editoriale del giornale greco In (Internazionale 1687). Mi riempie di speranza che ci sia qualcuno che parli bene dei giovani e che descriva questa situazione di difficoltà. La mia è una famiglia della classe media, ma non facciamo una vita facile: non ci permettiamo viaggi e vacanze, né cene al ristorante. A scuola non ho imparato abbastanza, gli insegnanti cambiavano di continuo e quelli che rimanevano non sapevano gestire gli studenti. Non riesco a superare i test d’ingresso all’università: volevo iscrivermi al Politecnico di Milano ma eravamo in migliaia e il test sembrava fatto solo per chi viene da buone scuole o ha i contatti giusti. Non c’è possibilità di riscatto sociale. Con questo articolo mi sono sentita vista e ho potuto dare una spiegazione al malessere di tanti giovani come me che non vedono il loro futuro.
Lettera firmata

Prove pratiche di democrazia

◆ Ho letto l’articolo sulle assemblee civiche di Bruxelles (Internazionale 1686). Dopo il voto i cittadini hanno pochi modi di esprimere la loro volontà e devono affidarsi ai politici eletti, che non sempre si comportano in modo responsabile e raramente sono chiamati a rispondere delle loro scelte. Inoltre la politica si allontana spesso dai programmi con cui si è presentata e che gli elettori hanno votato. A livello nazionale può essere difficile coinvolgere attivamente la popolazione, ma nei comuni la possibilità è reale: lì i cittadini possono far valere le proprie idee attraverso la partecipazione e la discussione, e decidere insieme del futuro della propria comunità.
Emanuele Forlano

Il marmo unico di Pietrasanta

◆ Vorrei sottolineare un errore storico nell’articolo su Pietrasanta (Internazionale 1685): quando il papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, decise di rivestire la facciata della basilica di San Lorenzo a Firenze, impose a Michelangelo di usare i marmi delle cave di proprietà della sua famiglia vicino a Pietrasanta. L’artista fu costretto ad abbandonare le cave di Carrara, dove aveva acquisito il materiale per le sculture più importanti, e trovò molto difficile lavorare i marmi versiliesi perché privi della struttura compatta degli apuani. Il progetto della facciata fu sospeso e Michelangelo ritornò a Carrara.
Oriano Bertoloni

Errata corrige

◆ Su Internazionale 1687, a pagina 92, il nome della poeta è Dimitra Aggelou, ed è nata nel 1984.

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Questo articolo è uscito sul numero 1688 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati