Ricordati di me

Bourse de commerce, Parigi, fino al 18 gennaio 2027

Dalla fine degli anni settanta, Barbara Kruger crea slogan che abbina a fotografie tratte da archivi, realizzando collage di straordinaria efficacia. Le frasi dell’artista statunitense, 81 anni, denunciano il consumismo, il controllo, la misoginia, stravolgendo i codici della propaganda e della pubblicità. Remember me, che dà il titolo alla grande mostra del fondo fotografico Pinault, è il primo piano di un occhio che piange incastonato in una superficie che sembra pelle. Nella prima sala, c’è l’occhio di Richard Avedon fotografato da Irving Penn, l’occhio di Andy Warhol immortalato da Annie Leibovitz e quello di un ragazzino ripreso da Tyler Mitchell. Il collage di Kruger suona come un’ingiunzione un po’ disperata a duecento anni dalla nascita della fotografia. Libération


La forza dello storytelling

Lucas museum of narrative art, Los Angeles

Nei giardini del Lucas museum c’è una scultura in bronzo di Jabba the Hutt strangolato dalla principessa Leila in bikini. Questa riproduzione iperrealistica di una scena di Il ritorno dello Jedi (1983), terzo film della saga di Star wars, è una miscela disorientante di Las Vegas e alto barocco, perfetta per introdurci nell’edificio del museo a forma di nave spaziale, progettato per ospitare la collezione di George Lucas e di sua moglie Mellody Hobson: cimeli, disegni, fumetti, opere d’arte, riuniti sotto l’idea di “arte narrativa”, concepita dai curatori per aggirare le categorie tradizionali. Financial Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati