Cultura Libri
L’Eden all’alba
304 pagine, 22 euro

Nato a Gerusalemme e cresciuto a Betlemme, lo scrittore palestinese Karim Kattan sta lasciando un segno nel mondo letterario con romanzi dalla scrittura magnetica.L’Eden all’alba è ambientato a Gerusalemme e nei suoi dintorni ed è intriso di poesia pur evocando il dolore e ciò che può separare due esseri che si amano ma allo stesso tempo si detestano. È un romanzo sconvolgente in questi tempi di guerre, odio e distruzione in Medio Oriente. Isaac e Gabriel sono palestinesi. Isaac ama i ragazzi, fa il portiere di notte in un modesto hotel di Gerusalemme e frequenta un diplomatico per ottenere da lui qualche favore. Gabriel, invece, è un angelo, così bello con i suoi occhi azzurri e i riccioli biondi da suscitare l’amore di tutti, uomini o donne, che seduce anche con i suoi disegni. Quando i due si incontrano a casa della zia Fatima, Isaac soccombe subito al fascino di Gabriel, ma quest’ultimo svanisce. Quando Isaac lo vede entrare una sera nel suo hotel per accompagnare un visitatore, decide di trattenerlo con ogni mezzo. E comincia a raccontargli storie che inventa via via, in cui si mescolano spiriti, leoni e cavalieri. Proprio come Sherazade nelle Mille e una notte. Ammaliato, Gabriel tornerà ogni sera. Tutto è magnificamente riassunto in questa prima frase: “Come amarti in questa città capricciosa, così pronta alla collera, questa città infestata da Dio e che non mi lascia lo spazio di adorare te invece di lui?”.
Alexandra Schwartzbrod, Libération

L’ultimo turno
432 pagine, 20,00 euro

Chicky Diaz lavora al Bohemia, uno dei più imponenti palazzi residenziali dell’Upper West Side di New York, da quasi trent’anni. Oltre a recuperare pacchi, chiamare taxi e ignorare il comportamento spesso deplorevole dei viziati inquilini, svolge anche la funzione di barriera contro il mondo esterno. È suo compito tenere fuori il caos. Ma la realtà ha il brutto vizio d’infiltrarsi anche in un castello pseudo-medievale circondato da una recinzione in ferro battuto sormontata da punte dorate, come stanno per scoprire gli abitanti del palazzo. L’azione si svolge nel corso di una sola giornata tumultuosa, che comincia con un presagio inquietante – qualcuno potrebbe essere ucciso prima di sera – e cresce di intensità come una tempesta in arrivo. Mentre approfondisce la vita di Chicky, Pavone dedica lo stesso spazio a una serie di altri personaggi notevoli, tutti legati da un’inquieta insoddisfazione che la città stessa amplifica. “La cosa corrosiva di New York è che c’è sempre qualcuno che ha di più: più soldi, più fama, più potere, più rispetto”, scrive. Con la sua satira affilatissima, le scene memorabili ambientate sia nei quartieri ricchi sia in quelli poveri (una riunione di una cooperativa edilizia, una mensa solidale ad Harlem e altro) e il ritratto di una città inquieta lacerata da disuguaglianza, risentimento ed eccessi, L’ultimo turno invita inevitabilmente al confronto con Il falò delle vanità, la spietata dissezione della New York degli anni ottanta di Tom Wolfe.
Sarah Lyall, The New York Times

Il libro di Möbius
216 pagine, 18,00 euro

A seconda del lato da cui lo si apre, il nuovo romanzo di Catherine Lacey può cominciare con due storie. Quella di Marie, che si ritrova a vivere in un appartamento squallido. È Natale e Marie è sola. Esce per andare a un telefono pubblico dal quale quasi chiama la sua cara amica K, ma poi decide di non farlo. Quando torna a casa, nota qualcosa che sembra sangue filtrare da sotto la porta dell’appartamento accanto. Entra rapidamente nel suo senza indagare oltre: “Non vuole iniziare la serata con la possibilità di un omicidio nella porta accanto”. Arriva la sua amica Edie con una borsa per passare la notte, appena uscita dall’ennesima relazione sbagliata, e Marie non menziona il sangue. Vuole sapere solo se Edie ha avuto notizie di K. Sono amiche da sempre, ma K ha tradito in modo imperdonabile la fiducia di Marie e ora le due non si parlano più. Se si capovolge il libro e lo si gira (chiamiamola la “manovra di Möbius”) ci si ritrova all’inizio di una narrazione completamente diversa, anche se alcuni elementi appaiono stranamente familiari. Qui la narratrice è la stessa Lacey (o un suo doppio) e rievoca la fine traumatica della relazione con la persona che credeva sarebbe stata il suo compagno di vita. Il libro di Möbius è un documento sulla perdita personale e una meditazione sulla fragilità dell’io.
Nina Allan, Times Literary Supplement

La donna muore
192 pagine, 19,00 euro

Attraverso una cinquantina di racconti brevissimi, quasi dei flash, Aoko Matsuda si addentra nel mondo strano e molto terra terra della femminilità. Non esiste un filo narrativo che colleghi i racconti. Eppure tutti insieme contribuiscono a costruire l’universo di Matsuda, dove l’essere ragazza è uno stato mentale da cui non si esce mai davvero. È allo stesso tempo una maledizione e una benedizione, l’unica cosa che il mondo valorizza e disprezza in egual misura. La donna muore è uno dei racconti migliori ed esplora i modi in cui una donna può soffrire per il bene di una storia: “la donna muore… la donna abortisce…”. Il testo si apre come un commento privo di personaggi sulla funzione delle donne nelle trame narrative. Un cliché letterario che Matsuda descrive così: “La donna viene violentata. Viene violentata perché l’uomo possa indignarsi. Viene violentata per accendere il suo spirito di vendetta”. Una raccolta piena di originalità e arguzia tagliente.
Mahika Dhar, Asian Review of Books

Altro da questo numero
1656 - 13 marzo 2026
Abbonati a Internazionale per leggere l’articolo.
Gli abbonati hanno accesso a tutti gli articoli, i video e i reportage pubblicati sul sito.