Il padre di Liza Minnelli, il regista Vincent, scherzava sul fatto che la figlia era una predestinata. Sicuramente fin da piccola conosceva il lato oscuro del mondo dello spettacolo. A tredici anni era praticamente la badante della madre Judy Garland. A sedici si liberò della sua ingombrante famiglia, trasferendosi a New York dove si affermò come cantante e attrice. Ma se lo spettacolo era nel suo dna, c’erano anche le dipendenze. Nel libro di memorie, Kids, wait till you hear this!, dietro al classico arco narrativo di fama e successo, ormai tramontato, si cela una storia più insolita, quella di una donna che lotta contro il trauma della sua infanzia e cerca di uscire dall’ombra di una madre imprevedibile. Oltre a essere una miniera di aneddoti in cui non viene risparmiato nessuno, da Frank Sinatra a Lady Gaga, e un resoconto dettagliato della tumultuosa vita amorosa e degli innumerevoli successi di Liza Minnelli, il libro ha il pregio di catturare la sua voce, che unisce l’amore per lo showbiz a una vitalità e a un fascino coinvolgenti.
The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati