A una settimana dall’inizio del processo, il dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha deciso di siglare un accordo per chiudere la causa antitrust contro la multinazionale Live Nation. L’intesa preliminare, firmata il 9 marzo, prevede lo smantellamento della rete di sale da concerto controllate direttamente dalla Live Nation e chiede all’azienda di versare un risarcimento complessivo di circa 300 milioni di dollari, ma non la obbligherebbe a separarsi da Ticketmaster, la piattaforma per la vendita di biglietti di cui è proprietaria dal 2009. Il dipartimento di giustizia e i procuratori generali di 38 stati avevano citato in giudizio la multinazionale nel maggio 2024 accusandola di detenere un monopolio nel mercato della musica dal vivo. A febbraio il giudice ha respinto questa accusa, ma ha riconosciuto il fondamento di altre contestazioni. L’accordo prevede che la Live Nation rinunci ai contratti per l’uso esclusivo di 13 arene statunitensi. I contratti di esclusiva per la vendita di biglietti da parte di Ticketmaster saranno sospesi, aprendo il mercato anche a piattaforme come Eventbrite e SeatGeek. Intanto 25 procuratori generali statali hanno espresso insoddisfazione per l’accordo, chiedendo un annullamento del processo. Secondo la procuratrice generale di New York Letitia James, l’intesa tra la multinazionale e il giudice “non affronta il monopolio e favorirebbe la Live Nation a discapito dei consumatori”.
Paul Resnikoff,
Digital Music News
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Questo articolo è uscito sul numero 1656 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati