fu un’estate così secca l’erba
non cresceva ora è autunno con
freddo rigido e senza neve, la gente
cade sul ghiaccio si fa male nel febbraio
1877 nevica finalmente, nevica e nevica a
metri sul suolo ghiacciato per quattro lunghe
settimane cade la neve giorno e notte poi viene
marzo, è uguale, il primo aprile abbiamo quasi un
metro mai abbiamo avuto tanta neve qui così vicino
al mare non è primavera, non possiamo seminare,
non prima di fine maggio, solo a giugno inoltrato
giunge il bestiame dalle stalle ed eccolo affamato
e alcuni dei capi migliori dobbiamo ammazzarli
vuotare il silo, tre giorni per settimana Nils
deve andare nel bosco l’orso si è gettato
col suo peso su di me i miei piedi
giacciono e le mie mani tutto
appassisce, diviene sottile
e fragile come l’ultimo
fogliame autunnale.
Ruth Lillegraven è una poeta, scrittrice e drammaturga norvegese nata nel 1978. Autrice di numerose raccolte, ha pubblicato anche libri per l’infanzia e romanzi, tra cui Fiordo profondo (Carbonio Editore 2020) e Sangue del mio sangue (Carbonio Editore 2022). Questo testo è tratto dalla raccolta SIGD (Tiden 2016), per la quale ha ricevuto il Nynorsk litteraturpris, detto il “Nobel scandinavo”. Traduzione dal nynorks (il norvegese “di campagna”, molto meno diffuso del bokmål , il norvegese “di città”) di Dario Borso.
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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 98. Compra questo numero | Abbonati