Una cosa è certa: se a Natale s’incontreranno molte persone in spazi al chiuso, affollati e dove non c’è ricambio d’aria, aumenteranno i contagi. Non è certo invece qual è il modo migliore per limitare queste riunioni. È meglio proibire alle persone d’incontrarsi a casa, con il rischio che molti ignorino queste regole e si riuniscano lo stesso, distruggendo qualsiasi traccia di fiducia tra il governo e l’opinione pubblica? O è meglio cedere un po’ ai desideri delle persone, nella speranza di mantenere una qualche forma di con­trollo?

Non c’è una risposta semplice. Il fatto che ci venga negato d’incontrarci a Natale, in particolare che ce lo proibiscano i politici, non fa che rendere l’idea di disubbidire ancora più attraente. Potremmo sentirci più propensi a infrangere le regole, se non altro per ribadire la nostra autonomia. È il classico processo che gli psicologi chiamano reattanza. Se però ci viene data una possibilità di scelta, potremmo prendere in considerazione le diverse opzioni e scoprire che il frutto prima considerato proibito non è poi così invitante.

Il Natale è tempo di famiglia, buona volontà e compassione. Esprimiamo meglio l’attenzione per la nostra famiglia e la buona volontà nei confronti della comunità incontrandoci con i parenti o al contrario evitando di incontrarli fino a quando non sarà sicuro farlo? Dimostriamo il nostro amore, com’è normale, con un abbraccio o, in questi tempi che di normale non hanno niente, lo dimostriamo evitando di abbracciarci? Il fatto che le persone debbano fare queste scelte non significa che le decisioni del governo siano irrilevanti. Le scelte che facciamo sono sempre determinate dalle informazioni e dalle risorse che abbiamo a disposizione. A Natale il compito del governo dovrebbe essere aiutarci a prendere le decisioni che ci fanno stare più al sicuro. Ovviamente il modo migliore per stare al sicuro è evitare di incontrarsi al chiuso. Potremmo decidere di non farlo proprio, usando Zoom o altre piattaforme digitali, e programmare riunioni straordinarie per il 2021. Per renderlo possibile, il governo potrebbe dichiarare dei giorni di vacanza in più per l’anno prossimo, per esempio in primavera o in estate. Oppure potremmo incontrarci all’aperto, nelle strade, nei parchi e nei campi. Anche in questo caso il governo potrebbe aiutarci, per esempio mettendo a disposizione delle comunità locali fondi per organizzare festeggiamenti in cui sia possibile rispettare le distanze.

Non tutti però vorranno o potranno trascorrere molto tempo all’aperto. Alcune persone, per esempio quelle con parenti molto anziani, potrebbero decidere che vale la pena correre il rischio di incontrarsi al chiuso. In casi simili è comunque possibile rendere questi incontri più sicuri. Un modo per farlo è limitare il numero di contatti con altre persone prima di Natale, soprattutto se passeremo quel giorno con soggetti vulnerabili. Un altro modo è migliorare la ventilazione e pensare in modo meticoloso all’igiene.

Una campagna d’informazione chiara e ben mirata ci aiuterebbe a limitare i rischi anche nel caso di riunioni al chiuso. E il governo può aiutarci anche in altri modi. Potrebbe permettere alle scuole di fare didattica a distanza una settimana prima della chiusura per le vacanze, recuperando questi giorni più avanti nell’anno scolastico, quando sarà disponibile un vaccino. Questo aiuterebbe le famiglie a isolarsi qualche giorno prima del Natale.

Da sapere
Test di massa in Austria

◆ Il governo austriaco vuole sottoporre ai test rapidi per la diagnosi del covid-19 l’intera popolazione o, almeno, il numero più alto possibile di abitanti. Sul sito Österreich Testet è possibile fissare un appuntamento per fare il tampone gratuitamente. Si comincia dalla capitale Vienna, che prevede di svolgere i test dal 2 al 13 dicembre. Seguiranno tutti gli altri land austriaci. All’inizio il governo aveva in programma di sottoporre al test specifiche categorie in tutto il paese (gli insegnanti delle scuole, gli educatori degli asili, gli agenti di polizia) e poi di estendere l’analisi al resto della popolazione tra il 19 e il 20 dicembre. Ma le amministrazioni dei land hanno preferito anticipare i tempi (faranno i test al massimo entro la metà di dicembre), per non costringere le persone eventualmente positive e i loro contatti stretti a mettersi in quarantena proprio durante i giorni di Natale. Der Standard


Sussidio per il riscaldamento

Un’altra misura semplice e banale sarebbe dare consigli chiari e dettagliati sulla necessità di mantenere le finestre aperte durante le riunioni per far circolare l’aria. Nel cuore dell’inverno, qualunque sia il numero di coperte in cui vi avvolgerete, sarà inevitabile quindi alzare i riscaldamenti, gettando letteralmente i soldi dalla finestra. Il governo potrebbe istituire un sussidio temporaneo, così tutti potrebbero permettersi di stare al caldo e al tempo stesso al sicuro.

In questo caso faranno la differenza non sono i dettagli, ma l’atteggiamento generale del governo. Molti dei paesi che se la sono cavata meglio durante la pandemia sono quelli con elevati livelli di fiducia sociale, in cui le persone agiscono in modo da far stare tutti al sicuro. Questa fiducia deriva in parte da un governo che sostiene le persone e che queste ultime percepiscono dalla loro parte.

Se i ministri si limitano a emettere decreti, appariranno distanti dalla realtà della vita di tante persone. Ordinare di “aprire le finestre per stare al sicuro” non farà altro che ampliare la distanza percepita tra i politici e il resto della popolazione. Se però il governo dimostra di capire la realtà in cui molti vivono e gli offrirà aiuto, si potrebbe cominciare a colmare questo divario.

Se tutti dovessimo incontrarci fino al numero massimo che ci sarà consentito, questo Natale potrebbe essere un disastro. Ma potremmo anche decidere di vivere un Natale diverso, in cui dimostrare il nostro amore per gli altri mettendoci al riparo dal covid-19. I miei suggerimenti sono passi piccoli, ma molto più economici rispetto ai costi di un’impennata dei contagi. ◆ gim

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Questo articolo è uscito sul numero 1387 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati