L’hai vista Aleppo? – Sì, pure Palmira.
Il mio cardiologo Marwan mostra sul monitor
Qualcosa di prossimo al crollo, e sento lo stesso
Al cuore di quando a Ugarit mi tuffai
Nel mare chiaro come la cattedrale di Colonia.
Errori sono già spesso all’inizio, dice il siriano,
Il tuo inciampare sconnesso par naturale
Come il più antico abbecedario cotto su argilla
Già mostra errori di ortografia, e dove?
A Ugarit? Sì, chiamalo Macerie & Cenere.
Ah, Siria nel cuore che già cessa di battere
Nel petto del mondo, a che serve mutare
Tre lingue? Non chiedere. E otto civiltà evolute?
Nessun medico sa come si affronta un tale addio.
Wilhelm Bartsch è un poeta tedesco nato nel 1950. Diplomato in zootecnia e laureato in filosofia e letteratura, ha svolto i più svariati lavori (allevatore di bovini, guardiano notturno, correttore di bozze…). Le sue creazioni letterarie spaziano dalla poesia visiva al romanzo, dalla saggistica al teatro. Questo testo è tratto dalla sua ultima raccolta, Hohe See und niemands Land (“Alto mare e terra di nessuno”, Wallstein Verlag 2024). Traduzione dal tedesco di Dario Borso.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1673 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati