02 settembre 2015 17:53

Circa tremila persone, tra cui famiglie con bambini, sono accampate fuori dalla stazione ferroviaria di Keleti, la più importante di Budapest. Si tratta di migranti, in larga parte siriani, che avevano acquistato il biglietto per i treni diretti in Germania e in Austria, dopo che lunedì 31 agosto migliaia di persone erano potute partire senza visto. Martedì la stazione è stata evacuata, chiusa e poi riaperta, ma ai profughi è stato impedito di accedervi nuovamente. I migranti hanno quindi trascorso la notte fuori dalla stazione.

Intorno agli ingressi principali della stazione, sono stati predisposti cinquanta blocchi di polizia. Gli agenti permettono l’accesso ai binari solo a chi ha i documenti in regola. I migranti hanno aspettato nella piazza assolata per tutta la giornata di oggi. Alcuni hanno giocato a carte, altri hanno passato il tempo dormendo. Per caricare le batterie dei telefoni hanno usato le prese elettriche condivise dalle troupe televisive. La temperatura in città ha raggiunto i 28 gradi.

Stamattina un centinaio di giovani ha marciato verso la piazza, dietro una bandiera afgana di cartone, come documentato dal giornalista della Bbc Nick Thorpe con un tweet. Molti migranti si sono uniti a loro, gridando “Libertà, libertà!” e “Germania! Germania!” e sventolando i propri biglietti. Gruppi di volontari ungheresi hanno assistito le persone accampate, portando cibo, vestiti e medicinali.

Presso la stazione ferroviaria di Köki, sempre a Budapest, circa 200 migranti si sono rifiutati di lasciare la città su un treno diretto al campo per rifugiati di Debrecen, nell’est del paese, scontrandosi con la polizia.

Migration aid, uno dei gruppi che hanno aiutato i rifugiati arrivati nel paese, ha organizzato una marcia silenziosa dalla stazione al parlamento per le ore 19.00. Negli ultimi mesi gli attivisti di questa organizzazione hanno raccolto prodotti di prima necessità e tradotto per i migranti documenti e indicazioni necessarie a spostarsi sul territorio ungherese. La pagina Facebook dell’evento ha raccolto quasi settemila dichiarazioni di partecipazione.

Domani, 3 settembre, il primo ministro ungherese Viktor Orbán sarà a Bruxelles per incontrare i vertici dell’Unione europea e discutere della gestione dell’emergenza.