L’albero della vita durante la cerimonia di chiusura dell’Expo a Milano, il 31 ottobre 2015. (Laura Lezza, Getty Images)

Miracolo a Milano, catastrofe a Roma

L’albero della vita durante la cerimonia di chiusura dell’Expo a Milano, il 31 ottobre 2015. (Laura Lezza, Getty Images)
02 novembre 2015 13:02

Ormai sembra la somma di tutte le virtù. Milano, la città dove 23 anni fa è scoppiato uno dei più grandi scandali politico-finanziari mai visti, Tangentopoli, che avrebbe poi condotto alla quasi scomparsa di molti partiti, Milano che è stata capitale del berlusconismo, oggi si rialza.

Per compiere questo miracolo è bastata un’Esposizione universale (tre miliardi di euro d’investimenti, dieci miliardi di ricadute economiche previste) cominciata male (ritardi nei lavori, corruzione e arresto di vari dirigenti, conflitti istituzionali) ma finita bene, sabato 31 ottobre. Circa venti milioni di visitatori hanno varcato i suoi cancelli negli ultimi sei mesi.

Per la città e per l’Italia è stato un successo, anche se inferiore alle aspettative iniziali. L’Expo ha cancellato l’immagine di una città descritta come la capitale dell’affarismo e dei legami torbidi tra politica e finanza. “Si è ripresa il ruolo di capitale morale d’Italia”, ha decretato Raffaele Cantone, responsabile dell’autorità anticorruzione, “in un momento in cui la vera capitale, Roma, dimostra di non avere gli anticorpi necessari”.

Nel calcio si parlerebbe di “intervento a gamba tesa”. Mentre Cantone rilasciava questa dichiarazione, la capitale italiana viveva gli ultimi episodi tragicomici delle dimissioni del suo sindaco Ignazio Marino e si preparava all’apertura del processo Mafia capitale (prevista per il 5 novembre), nel quale compariranno davanti ai giudici una cinquantina di politici, funzionari e veri e proprio banditi che per anni hanno saccheggiato la città.

Infine, l’8 dicembre il papa inaugurerà il giubileo, un evento che ha organizzato senza avvertire nessuno e che dovrebbe attirare milioni di pellegrini in una città che già fatica a respirare. Come si dice in italiano, equivale a sparare sulla Croce rossa.

E come se per i romani le umiliazioni non fossero abbastanza, il governo ha scelto l’ex prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, 63 anni, anch’egli forte del successo di Expo, per prendere in mano il destino di Roma fino alle nuove elezioni previste in primavera. “Porterò con me il ‘modello Milano’”, ha dichiarato. “È molto semplice: ognuno fa il suo lavoro e rispetta quello degli altri”.

Sabato sera l’Inter ha battuto la Roma 1 a 0, scavalcandola in vetta al campionato. Domenica è stato il turno del Milan, che ha schiacciato la Lazio. Ci sono dei giorni in cui va proprio tutto storto.

(Traduzione di Federico Ferrone)

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