Sommario

I bambini del 1945

Ryszard Kapuscinski, il più grande giornalista contemporaneo, racconta la fine della seconda guerra mondiale

587 (22/28 aprile 2005)
587 (22/28 aprile 2005)

Opinioni

Riserve indiane

Pakistan

Nella zona proibita

Un giornalista indiano ha avuto la rara opportunità di viaggiare nel Kashmir pachistano. E ha scoperto che a Muzaffarabad e a Srinagar si vuole la stessa cosa: che la guerra finisca presto

Viaggi

On the road

Il racconto di un autostoppista alle prime armi che dopo il liceo gira l’Europa. Nelle lunghe attese sul bordo della strada s’impara a conoscere se stessi e s’incontrano persone che non si dimenticheranno mai

Diritti universali

Stiamo parlando di noi stessi, e dei valori morali e intellettuali delle comunità privilegiate in cui viviamo. Leggi

Attualità

Cinque sfide al nuovo papa

Democrazia, morale, ruolo dei laici, ecumenismo, dialogo interreligioso. Sono le grandi questioni che Karol Wojtyla ha lasciato in eredità a Joseph Ratzinger

Turchia

Bombe di carta

In Turchia un romanzo di fantapolitica che descrive un conflitto tra Ankara e Washington ha venduto trecentomila copie. Il risentimento verso Stati Uniti ed Europa è sempre più forte

Cultura

Cinema, libri, musica, tv

Società

Storie vere, cruciverba e altro

Opinioni

La parola: europeità

Opinioni

Soffiare sul fuoco

Scienza e tecnologia

L’enigma dell’uomo nel sudario

Africa e Medio Oriente

In Costa d’Avorio tutti gridano vittoria

In copertina

Joseph Ratzinger: papa subito

Ritratto

Favio Pop. Genio incompreso

È lo chef più stravagante del pianeta. Le sue ricette includono pollo alla Coca-Cola, aspirine tritate e gelato al gusto di Chanel numero 5. In Argentina è venerato, ma solo pochi osano provare i suoi piatti

Storia

Memorie di guerra

“Per tutto quel periodo non ho fatto che sognare le scarpe. Come ottenerle? Che fare per procurarmele?”. Sessant’anni fa finiva la seconda guerra mondiale. Il ricordo di Ryszard Kapuscinski

Europa

Il no francese pesa sull’Europa

Portfolio

L’eredità di Cernobyl

Le foto di Daria de Benedetti

Raccontare

“Quando si parla del 1945, sono irritato dalle parole usate per definirlo: la gioia della vittoria. Quale gioia? Erano morte tante persone, avevamo sepolto milioni di corpi. Migliaia avevano perso le braccia e le gambe. La vista e l’udito. La ragione. Ogni morte è una tragedia. La fine di una guerra è sempre triste: si vince, ma a quale prezzo? La guerra è la dimostrazione che l’uomo, in quanto essere pensante e senziente, ha fallito, ha deluso se stesso, è stato sconfitto”. Il giornalista polacco Ryszard Kapuscinski era un bambino quando scoppiò la seconda guerra mondiale. Aveva sette anni. Oggi tocca a lui e a tutti i bambini di allora raccontare cosa fu quella guerra. Non come esercizio retorico fine a se stesso, non per l’ennesima celebrazione ufficiale e svogliata, ma solo per tentare di non ripetere gli stessi errori. E quindi, in definitiva, per dare un senso a quella spaventosa carneficina. Leggi

Americhe

Cresce la divisione tra gli stati americani

Visti dagli altri

La ricca incertezza di Treviso

Quest’angolo di Veneto e del nordest industriale non è più il laboratorio del capitalismo italiano degli anni ottanta. Tra crisi e delocalizzazioni, s’interroga sul futuro

Economia e lavoro

Nel labirinto delle pensioni tedesche

Scienza

Sempre più bravi

Che succede se un paziente scopre che il suo medico non è il migliore? Atul Gawande spiega perché i dottori non possono e non devono mai smettere d’imparare

Opinioni

Il numero: 6 per cento

Asia e Pacifico

L’Australia cerca consensi in Asia

Opinioni

Il giusto salario

Opinioni

I diritti di Pinocchio

Opinioni

Locandine

Opinioni

Buoneintenzioni.com

Opinioni

Laicità all’italiana

Opinioni

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