svizzera 25 novembre 2009

Un referendum contro i minareti

Manifesto per il sì al referendum (Dario Bianchi, Reuters/Contrasto)

Manifesto per il sì al referendum (Dario Bianchi, Reuters/Contrasto)

Il 29 novembre la Confederazione elvetica andrà alle urne per decidere se vietare la costruzione di minareti sul territorio nazionale. Il referendum voluto dalla destra ha sollevato un dibattito molto acceso anche a causa degli slogan e dei manifesti usati dai promotori, giudicati razzisti. “I risultati dell’ultimo sondaggio del 19 novembre fanno pensare che la destra non dovrebbe averla vinta, ma la forchetta non è troppo ampia e la prudenza è d’obbligo”, scrive Le Temps.

Secondo il quotidiano di Ginevra i musulmani in Svizzera sono circa 400mila, solo il 6 per cento viene da paesi arabi e appena il 10-15 per cento rispetta i precetti religiosi. Infatti, otto musulmani su dieci vengono da paesi fortemente laici come Bosnia, Kosovo, Macedonia e Turchia e infine la maggior parte di loro, più della metà, ha meno di 25 anni.

“Con l’eccezione di alcuni leader della comunità, i musulmani in Svizzera sono particolarmente discreti riguardo alla loro religione e sono poco inclini a considerarla una questione pubblica. Dato che per la maggior parte si tratta di giovani, hanno un’adesione alla religione abbastanza discontinua”, scrive Le Temps. Che in una documentata infografica descrive la situazione negli altri paesi d’Europa.

Un quadro molto diverso, dunque, da quello tratteggiato dai sostenitori del sì, che hanno dipinto i musulmani come degli integralisti lanciati alla conquista del territorio svizzero. “Certamente l’islam diventa una maniera di ritrovare la propria identità di fronte alle difficoltà e alle sfide dell’immigrazione. Quando i genitori vedono che a scuola i loro figli subiscono l’influenza della cultura cristiana, cercano con la religione di riaffermare i loro valori”, spiega Le Temps.

Come saranno i musulmani di domani? Influenzati dall’Arabia Saudita? O da paesi come la Turchia? “Molto dipenderà dall’intelligenza della politica e dal modello d’integrazione che le autorità svizzere sapranno proporre. Una cosa è certa: vietare la costruzione di minareti non aiuterà”, conclude il giornale.


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