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Igiaba Scego

È una scrittrice italosomala. Collabora con Internazionale e il manifesto. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è Adua.

Igiaba Scego

  • 27 Nov 2016 10.40

Stranieri nel nostro paese

In Italia i figli dei cittadini stranieri lottano per una legge di riforma di cittadinanza, bloccata in parlamento. Il fumetto di Gianluca Costantini e Igiaba Scego. Leggi

  • 22 Nov 2016 16.05

A Roma anche l’elefantino del Bernini è uno straniero indesiderato

Il rancore modella come cera la città. Questo ho pensato quando ho letto che qualcuno aveva sfregiato l’elefantino di piazza della Minerva, a Roma, l’elefantino di Gian Lorenzo Bernini. Non si capisce se l’elefante sia stato colpito da una pallonata o se qualcuno abbia usato le sue zanne come un’altalena. Sta di fatto che quella zanna spezzata simboleggia, più di qualsiasi altra cosa, la crisi della capitale italiana. Leggi

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  • 19 Nov 2016 10.40

La storia dei cinesi negli Stati Uniti ci fa capire il razzismo di oggi

Per capire il successo di Donald Trump bisogna fare un salto indietro nel tempo e tornare al 1882, quando il congresso americano approvò un provvedimento contro gli immigrati cinesi. Una situazione che ricorda quella dei musulmani e dei messicani presi di mira dalla propaganda razzista di oggi. Leggi

  • 02 Nov 2016 19.01

Le piccole differenze

“A scuola”, dice il bimbo, “il mio brutto difetto occupava tutto lo spazio disponibile. Ho cominciato a pensare di essere come lui”. Per fortuna arriva un dottore dalla faccia simpatica e tutto cambia in Un trascurabile dettaglio. Leggi

  • 29 Ott 2016 10.40

La vera Mammy di Via col vento ci aiuta a superare gli stereotipi sui neri

Via col vento ha debuttato al cinema nel 1939. Io non ero nata, nemmeno mia madre era nata. Una sera degli anni ottanta mia madre mi disse: “Preparati c’è un film elegante su Rai 1”. A mamma piacciono i film in costume, i riti un po’ teatrali dell’upper class e dell’aristocrazia l’hanno sempre divertita. E anch’io ero pronta a divertirmi a più non posso. Ma dopo pochi minuti è apparsa lei. Leggi

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  • 25 Ott 2016 13.35

Prima di nascere

Cos’ero prima di me? Questa la domanda filosofica che si fa un essere in formazione, una bambina (o forse un bambino) che sta per nascere. Prima di me cerca, attraverso un linguaggio poetico e lineare, di mettere in scena le domande che spesso si fanno i bambini sulla propria esistenza. Su cos’erano prima, su cosa diventeranno dopo, su chi c’era o non c’era prima di loro. Leggi

  • 30 Set 2016 12.00

Cosa succede quando le vittime di abusi sono gli uomini

Nell’ottobre del 2011 una ragazza di 19 anni, Grace Brown, ha un’intuizione. Grace studia fotografia e le piace uscire con gli amici. È giovane, allegra, disinvolta e ha tutta la vita davanti a sé. Una sera, un sabato sera come un altro, un’amica le racconta qualcosa a cui non era preparata. Le racconta di un’aggressione sessuale che ha subìto. Leggi

  • 05 Set 2016 16.22

Nell’Europa del burkini la strada della convivenza è ancora lunga

La diffidenza tra oriente e occidente non è diminuita. Anzi è aumentata. Ecco perché mi ha molto colpito la foto di Cannes, poteva essere stata scattata ad Algeri negli anni sessanta. Invece era il 2016, nella città del red carpet e della Palma d’oro. La stessa ossessione di sempre. Lo raccontava cinquant’anni fa lo scrittore Tayeb Salih nel suo romanzo La stagione della migrazione a nord. Leggi

  • 29 Lug 2016 19.00

Ritorno ad Asmara

Erminia è una donna divisa a metà tra Africa ed Europa, asmarina al 100 per cento. Ed è in uno dei suoi ritorni ad Asmara “in un tardo pomeriggio di fine novembre” che tocca con mano il dolore dei nostri tempi. Leggi

  • 22 Lug 2016 18.32

Il sogno di Wadjda

Haifaa Al Mansour è nata in Arabia Saudita negli anni settanta ed è nota al pubblico per aver scritto e diretto il film La bicicletta verde. Ora le peripezie della piccola Wadjda diventano un libro per ragazzi che conserva l’effervescenza e la leggera irriverenza del film. Leggi

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  • 19 Lug 2016 18.45

Le foto di Vivian

Un oggetto può prendere la parola? E può sapere tutto di noi? Una penna, un quaderno, un aspirapolvere, un portacipria, una teiera parlano di noi e a volte per noi. Ma niente è paragonabile alla Rolleiflex che Vivian Maier si porta dietro ovunque. Quella macchina fotografica è un suo prolungamento, sono i suoi occhi. Ed è proprio la macchina fotografica a prendere la parola in Lei di Cinzia Ghigliano. Leggi

  • 11 Lug 2016 15.55

Guglielmo e le sue due ali

Guglielmo è sereno. Vive di cose piccole. Sa che la vita è nei dettagli. La sua esistenza procede tranquilla e placida. Ma un giorno, improvvisamente, la sua routine viene interrotta da un fatto straordinario. Leggi

  • 07 Lug 2016 17.38

L’omicidio di Fermo è l’ultimo atto del profondo razzismo italiano

Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, è morto. Davvero si può scappare da Boko haram, uno dei gruppi terroristici più efferati del mondo, e non sopravvivere all’Italia? Gli omicidi a sfondo razziale nel nostro paese non sono casi isolati, sono alimentati da un pensiero profondo che non è stato mai sradicato. Leggi

  • 04 Lug 2016 13.39

Non chiedete a noi musulmani di schierarci, lo abbiamo già fatto

Not in my name, lo abbiamo gridato e scritto molte volte. Lo abbiamo urlato fino a sgolarci. Lo abbiamo fatto dopo il massacro nella redazione di Charlie Hebdo, dopo la strage al Bataclan di Parigi o quella nell’università di Garissa in Kenya. Lo facciamo a ogni attentato a Baghdad, a Damasco, a Istanbul, a Mogadiscio. E naturalmente abbiamo fatto sentire la nostra voce dopo Dhaka. Ma ora dobbiamo entrare tutti – musulmani, cristiani, ebrei, atei, induisti, buddisti, tutti – in un’altra fase. Leggi

  • 21 Giu 2016 17.22

Cinque articoli per capire il referendum sulla Brexit

Nella campagna per la Brexit c’è tanta nostalgia per l’impero

Dalle serie televisive ai ristoranti indiani in puro stile coloniale, il rimpianto per la grandezza dell’impero britannico è presente ovunque nel Regno Unito. E lo è anche nella politica, come dimostra la campagna referendaria per l’uscita del paese dall’Unione europea. Leggi

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  • 05 Giu 2016 11.10

Il silenzio dell’Italia sulle schiavitù di ieri e di oggi

Al centro di Piazza Micheli, nei pressi del porto di Livorno c’è un monumento chiamato dei quattro mori. I quattro uomini, schiavi di religione musulmana, sono tutti di rara bellezza. Solo di due si sa il nome: un vecchio turco chiamato Alì e un giovane africano di nome Morgiano, che lo scultore aveva studiato dal vivo nella fortezza della città dove gli schiavi sono stati imprigionati per secoli. Guardandoli si nota quanto il loro viso somigli ai tanti braccianti agricoli sottopagati che oggi, nel 2016, lavorano in Puglia, in Sicilia, in Piemonte. Leggi

  • 15 Mag 2016 10.30

Tranquille ragazze, anche Wonder Woman ha la cellulite

I discorsi sulla cellulite sono una moderna gabbia per le donne. La cellulite fa parte della vita, ma i discorsi che facciamo su di essa relegano le donne nel solito angolo. Ed è anche un grandissimo business. Se sappiamo tutto questo, cosa ci impedisce di ribellarci? Leggi

  • 11 Apr 2016 11.14

Viaggiare è impossibile se non sei nato nel paese giusto

Accoglienza, crisi, rifugiati, immigrazione, barconi, frontiera, muri, scafisti, salvataggi, respingimenti. Sono le parole che più usiamo quando parliamo del movimento dei corpi nello spazio. Ma perché ci dimentichiamo sempre della parola viaggio? Non sono forse viaggiatori anche gli afgani, i siriani, i somali? Leggi

  • 01 Apr 2016 15.42

Gli arabi non sono tutti barbuti come i personaggi di Aladdin

Quando vedi un arabo a cosa pensi? Quali immagini ti balenano in mente? Ti viene in mente un padre amorevole? Un bambino che gioca? Una famiglia che cucina? Una coppia innamorata? Il primo passo per sconfiggere il terrorismo è migliorare la convivenza con il mondo arabo. Ma prima dobbiamo liberarci degli stereotipi. Leggi

  • 05 Mar 2016 11.22

Il museo del fascismo a Predappio è sbagliato

Pochi giorni fa Donald Trump ha twittato una frase attribuita a Benito Mussolini: “Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora”. Il vero autore della frase si chiamava in realtà Ignazio Pisciotta. L’uomo era uno sconosciuto ufficiale della prima guerra mondiale, che avendo perduto la mano destra in battaglia scrisse con la sinistra (almeno così dice la vulgata) la sua frase eroica sui muri. E non i muri di un posto qualsiasi, ma i muraglioni di quel Piave che mormorava nella ormai celeberrima canzone.

Solo dopo entrerà in scena Mussolini. La frase evidentemente gli piacque molto. Anche perché rispecchiava perfettamente quella sua retorica nazional-popolare fascista che tanto aveva a cuore concetti come virilità ed eroismo.

Molti di noi fino a ieri (me compresa) ignoravano l’esistenza di Ignazio Pisciotta. L’abbiamo scoperto dopo il caso Trump leggendo vari giornali e lanci di agenzia.

Sta di fatto che la frase, pur non avendo natali fascisti, si lega intimamente a quel periodo storico. Il regime infatti la usò per la sua propaganda perché in fondo ne esprimeva l’essenza.

Trump, pur credendo che la frase fosse di Mussolini (anche lui ignorava il bersagliere Pisciotta), ha difeso la sua scelta dicendo ai giornalisti che la frase lo aveva colpito perché suonava bene. E ha anche aggiunto che alla fine il tutto era servito al suo scopo, ovvero quello di attirare ancora di più l’attenzione su di sé. E come se seguisse il motto: parlatene bene, parlatene male, l’importante è che se ne parli.

La vicenda Trump mi ha colpito in modo particolare perché arriva in un momento in cui in Italia si sta discutendo proprio di fascismo, con due proposte diametralmente opposte. Leggi

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