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Igiaba Scego

È una scrittrice italosomala. Collabora con Internazionale e il manifesto. Il suo ultimo libro pubblicato in Italia è Adua.

Igiaba Scego

  • 15 Mag 2016 10.30

Tranquille ragazze, anche Wonder Woman ha la cellulite

I discorsi sulla cellulite sono una moderna gabbia per le donne. La cellulite fa parte della vita, ma i discorsi che facciamo su di essa relegano le donne nel solito angolo. Ed è anche un grandissimo business. Se sappiamo tutto questo, cosa ci impedisce di ribellarci? Leggi

  • 11 Apr 2016 11.14

Viaggiare è impossibile se non sei nato nel paese giusto

Accoglienza, crisi, rifugiati, immigrazione, barconi, frontiera, muri, scafisti, salvataggi, respingimenti. Sono le parole che più usiamo quando parliamo del movimento dei corpi nello spazio. Ma perché ci dimentichiamo sempre della parola viaggio? Non sono forse viaggiatori anche gli afgani, i siriani, i somali? Leggi

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  • 01 Apr 2016 15.42

Gli arabi non sono tutti barbuti come i personaggi di Aladdin

Quando vedi un arabo a cosa pensi? Quali immagini ti balenano in mente? Ti viene in mente un padre amorevole? Un bambino che gioca? Una famiglia che cucina? Una coppia innamorata? Il primo passo per sconfiggere il terrorismo è migliorare la convivenza con il mondo arabo. Ma prima dobbiamo liberarci degli stereotipi. Leggi

  • 05 Mar 2016 11.22

Il museo del fascismo a Predappio è sbagliato

Pochi giorni fa Donald Trump ha twittato una frase attribuita a Benito Mussolini: “Meglio vivere un giorno da leoni che cento da pecora”. Il vero autore della frase si chiamava in realtà Ignazio Pisciotta. L’uomo era uno sconosciuto ufficiale della prima guerra mondiale, che avendo perduto la mano destra in battaglia scrisse con la sinistra (almeno così dice la vulgata) la sua frase eroica sui muri. E non i muri di un posto qualsiasi, ma i muraglioni di quel Piave che mormorava nella ormai celeberrima canzone.

Solo dopo entrerà in scena Mussolini. La frase evidentemente gli piacque molto. Anche perché rispecchiava perfettamente quella sua retorica nazional-popolare fascista che tanto aveva a cuore concetti come virilità ed eroismo.

Molti di noi fino a ieri (me compresa) ignoravano l’esistenza di Ignazio Pisciotta. L’abbiamo scoperto dopo il caso Trump leggendo vari giornali e lanci di agenzia.

Sta di fatto che la frase, pur non avendo natali fascisti, si lega intimamente a quel periodo storico. Il regime infatti la usò per la sua propaganda perché in fondo ne esprimeva l’essenza.

Trump, pur credendo che la frase fosse di Mussolini (anche lui ignorava il bersagliere Pisciotta), ha difeso la sua scelta dicendo ai giornalisti che la frase lo aveva colpito perché suonava bene. E ha anche aggiunto che alla fine il tutto era servito al suo scopo, ovvero quello di attirare ancora di più l’attenzione su di sé. E come se seguisse il motto: parlatene bene, parlatene male, l’importante è che se ne parli.

La vicenda Trump mi ha colpito in modo particolare perché arriva in un momento in cui in Italia si sta discutendo proprio di fascismo, con due proposte diametralmente opposte. Leggi

  • 12 Feb 2016 19.05

Il corpo nero cantato da Cecile a Sanremo è una rivoluzione mancata

Insieme alla nazionale di calcio, Sanremo è un tassello importante della nostra italianità. Proprio per questo la partecipazione di Cecile, una black italian, per di più con una canzone dal titolo N.E.G.R.A., ha suscitato grande curiosità. Soprattutto tra noi afroitaliani. Leggi

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  • 19 Gen 2016 15.33

Le mestruazioni sono una cosa seria

Ogni mese spendo circa otto euro in assorbenti. Ho un flusso abbondante e i 18 pezzi di una confezione non mi bastano mai. Pure i tamponi interni costano parecchio. Su ogni confezione pago come tutte l’iva – quella sui prodotti sanitari femminili – che è pari al 22 per cento. L’assorbente, il tampax o la coppetta vaginale non sono considerati beni essenziali dallo stato italiano. Leggi

  • 21 Dic 2015 17.22

Nel 2015 ho capito qual è la vera classifica da fare

È tempo di classifiche. Il migliore libro del giorno, del mese, dell’anno, del secolo, del millennio. Ed ecco che, come ogni anno, arriva puntuale la bulimia da liste. Mi divoro tutto. I migliori del New York Times sono quasi un rito religioso. Spulcio quella lista con la stessa avidità con cui Paperon de’ Paperoni custodisce la sua numero Uno. Leggi

  • 10 Dic 2015 10.50

Confesso, casa mia è molto più colpevole di quella dei killer jihadisti

Nei giorni successivi alla strage di San Bernardino, in California, le tv statunitensi hanno avuto accesso alla casa dei due killer. E hanno mostrato, come se fossero indici di colpevolezza, riproduzioni di versetti coranici e copie di testi religiosi, sfogliati freneticamente in cerca di chi sa quale verità. Un po’ come accade nel Don Chisciotte, quando il curato e il barbiere cercano tra i libri del cavaliere spagnolo le origini della sua follia. Leggi

  • 14 Nov 2015 14.55

Le indagini sugli attentati di Parigi

Non permettiamo ai terroristi di farci vivere a metà

Viviamo tempi duri. Tempi in cui quello che è sempre sembrato normale è messo in discussione. E non è la partita di calcio a cui i populisti vorrebbero ridurre la faccenda. Non è musulmani cattivi contro il resto del mondo buono.  Leggi

  • 31 Ott 2015 11.05

La rivoluzione degli afroitaliani parte dal piccolo schermo

Non solo non ci sono afroitaliani sulla televisione italiana (anche il cinema soffre della stessa malattia), ma spesso non ci sono nemmeno ebrei, musulmani o rom. O altrimenti interpretano ruoli di tragedia, disperazione, spauracchio o crimine. Ecco perché il personaggio di una nuova fiction può essere rivoluzionario. Leggi

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  • 04 Set 2015 11.06

Le mille storie del mondo sotto la finestra del papa

È stata una cugina che vive in Danimarca a dirmi: “Ma come? Non sei mai andata a vedere il papa? Non ti è mai venuta curiosità?”. Io che entro a vedere ogni Caravaggio, che conosco ogni sampietrino di Roma mi sento improvvisamente vuota. È vero il papa l’ho visto solo in televisione. “Ci andrò questa domenica”, decido. Per scoprire che la piazza è una cartina di tornasole del mondo.  Leggi

  • 06 Ago 2015 08.11

La vera storia di Faccetta nera

Se sei donna e nera in Italia un riferimento, anche casuale, a Faccetta nera ci scappa sempre. Da piccola me la cantavano spesso all’uscita di scuola per umiliarmi, e in generale la canzoncina aleggia nell’aria come quei microbi da cui non ci si salva. Ma chi la canta sa cosa significa? Sa da dove viene quella canzone?  Leggi

  • 27 Lug 2015 18.37

L’ultima ribellione di Caetano Veloso è cantare in Israele 

La polemica che sta investendo in questi giorni Caetano Veloso e Gilberto Gil, impegnati nel tour “Due amici, un secolo di musica”, sta scuotendo gli animi in Brasile e non solo. La polemica è nata da una lettera di un altro mito della musica, Roger Waters dei Pink Floyd, che ha chiesto ai due artisti brasiliani di non esibirsi il 28 luglio a Tel Aviv, in Israele. Leggi

  • 18 Lug 2015 10.45

Quando gli italiani non erano bianchi

Il concetto di “essere bianco” è provvisorio. Un giorno ci stai dentro, il giorno dopo ti possono cacciare fuori a pedate. Non è un dato acquisito. E allora come uscire da questa marmellata di colori, dal troppo nero, poco bianco?  Leggi

  • 11 Lug 2015 15.40

Omar Sharif, mio padre e i fiori del Corano

Omar Sharif aveva mille facce. Per un uomo di origine araba, oggi, in questa nostra epoca di arabofobia, islamofobia, stereotipi, sarebbe molto difficile ripetere la sua carriera. Leggi

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  • 06 Lug 2015 16.51

Il no dei greci alla Fortezza Europa

Oxi, no, nein. La scommessa di Tsipras e Varoufakis è stata vinta. E molti in queste ore in Europa, non solo greci, stanno festeggiando. Una festa di lotta, perché lo sanno tutti che la realtà è difficile e il domani non è assicurato. Un no all’austerità e alla tecnocrazia. Ma un no anche contro la Fortezza Europa che uccide e respinge i migranti. Leggi

  • 03 Giu 2015 14.37

Quando erano gli europei a fuggire sui barconi

Hiddensee è un’isola sul mar Baltico. Quando ancora c’era il muro di Berlino quel nome era leggendario. Si andava lì per sfuggire alla vita sotto una dittatura. Lo scrittore tedesco Lutz Seiler nel suo romanzo Kruso descrive bene l’atmosfera dell’isola, dove scrittori, artisti e intellettuali dell’allora Repubblica Democratica Tedesca decisero di autoesiliarsi nell’attesa di un futuro qualsiasi. Leggi

  • 25 Mag 2015 17.11

E se il milite ignoto fosse nero?

Ieri il presidente Sergio Mattarella ha deposto una corona di fiori sulla tomba del milite ignoto. La Rai ha rivoluzionato i suoi palinsesti. Le edicole traboccavano di pubblicazioni storiche. Eppure queste celebrazioni mi hanno lasciato un senso di vuoto. Leggi

  • 05 Mag 2015 16.15

Un angolo di Eritrea a Milano

Il documentario Asmarina di Alan Maglio e Medhin Paolos è una panoramica su una comunità, quella eritrea-etiope, presente nel territorio milanese da decenni di cui però si è sempre parlato molto poco. Leggi

  • 19 Apr 2015 19.57

naufragio nel canale di sicilia

Quei ragazzi divorati in mezzo al mare dalla nostra indifferenza

Negli anni settanta del secolo scorso c’era, per chi veniva dal sud del mondo come i miei genitori, la possibilità di viaggiare come qualunque altro essere umano. Niente carrette, scafisti, naufragi, niente squali pronti a farti a pezzi. I miei genitori avevano perso tutti i loro averi in un giorno e mezzo. Il regime di Siad Barre, nel 1969, aveva preso il controllo della Somalia e senza pensarci due volte mio padre e poi mia madre decisero di cercare rifugio in Italia per salvarsi la pelle e cominciare qui una nuova vita. Leggi

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