Mae è una ragazza di diciassette anni allo sbando. Sostanzialmente ignorata da tutte le persone che la circondano, si è abituata a trovare conforto negli oggetti più che negli esseri umani. Le viene offerto un lavoro come dattilografa per trascrivere i nastri registrati da Andy Warhol, che dovrebbero comporre il suo romanzo sperimentale A. A novel. Si trova a passare molto tempo nel leggendario studio dell’artista, la Factory, che a Mae sembra una casa di bambole, “con ragazze disposte ovunque, sparse su ogni superficie”. Andy Warhol è poco più di una comparsa, un uomo geniale dal grande carisma, che tuttavia sembra affidarsi al lavoro degli altri, più che mostrare un suo talento specifico. Nel romanzo Nothing special, la scrittrice irlandese Nicole Flattery cattura alla perfezione la presa che i grandi artisti possono avere su sottoposti e mecenati, ma soprattutto indaga il disordine e l’impazienza dell’adolescenza. E lo fa attraverso un personaggio, Mae, capace di raccogliere il testimone dell’Holden Caulfield di Salinger e della Esther Greenwood di Sylvia Plath. The Economist

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Questo articolo è uscito sul numero 1526 di Internazionale, a pagina 79. Compra questo numero | Abbonati