Per due anni il fotografo italiano Luca Locatelli ha viaggiato in Europa alla ricerca di realtà che studiano e propongono soluzioni innovative alla crisi climatica. Il lavoro s’intitola The circle (Il cerchio), per evocare i processi di economia circolare che accomunano queste storie. Nel corso dei suoi viaggi Locatelli è riuscito a individuare diciotto esperienze, sparse in dieci paesi, dall’Austria alla Spagna, dalla Romania all’Italia, impegnate su geotermia, riciclo tessile, riconversione di aree industriali dismesse e alimentazione. “Purtroppo ormai sappiamo cos’è la crisi climatica, ma le soluzioni per combatterla spesso finiscono in rapporti scientifici difficili da leggere, quindi non entrano nella discussione pubblica”, dice Locatelli.

Da quindici anni il fotografo esplora le possibili soluzioni per affrontare gli effetti del cambiamento climatico nel mondo, mescolando arte, scienza e giornalismo: “Finora però l’avevo fatto per i mezzi d’informazione”. Questa volta le sue foto sono state pensate per essere esposte in un museo: “Il progetto è nato su committenza di Intesa Sanpaolo con l’obiettivo di realizzare una mostra allestita negli spazi delle Gallerie d’Italia di Torino e quindi ho voluto immaginare qualcosa di diverso”. Così ha deciso di tradurre informazioni scientifiche in fotografie spettacolari, in grado d’incuriosire il pubblico. “Lo scopo del progetto è portare la cultura della circolarità nell’immaginario comune. Solo dando un volto a questo futuro potremo davvero sostenerlo”. Tra le esperienze documentate da Locatelli ci sono quella dell’orto di Nemo a Noli, in Liguria, il primo esperimento al mondo di agricoltura subacquea; un’ex miniera tedesca trasformata in un museo a cielo aperto, alimentata solo da fonti di energia rinnovabile e un’azienda in Slovenia che ricicla reti da pesca per creare tessuti alternativi.

In mostra ci sono settanta immagini accompagnate da infografiche e opere interattive per approfondire ogni realtà. “Se non capiamo il valore che queste innovazioni possono avere nella nostra vita, in futuro rischiamo di ignorarle e di farci sfuggire delle possibilità”, dice Locatelli. ◆

Un impianto dell’azienda austriaca Ecoduna che produce microalghe, 2022. Questi organismi vegetali permettono di convertire l’anidride carbonica, dannosa per il clima, in ossigeno, purificando l’ambiente. I bioreattori verticali in cui crescono sono progettati per essere colpiti dalla luce da tutti i lati, permettendo uno sviluppo ottimale della coltura.
Reti da pesca recuperate dal mare in un magazzino dell’azienda Aquafil, in Slovenia, 2022. Le reti abbandonate, dette fantasma, sono tra le principali cause dell’inquinamento dei fondali. Molte sono di nylon o altri composti plastici che possono durare secoli. L’azienda slovena produce uno speciale tipo di nylon ricavato da materiali di scarto rigenerati, tra cui le reti da pesca.
Ferropolis, Gräfenhainichen, Germania, 2022. Un’ex miniera di carbone a cielo aperto trasformata in un museo open air di macchine industriali risalenti alla metà del novecento. È anche uno spazio per eventi e un parco tematico. Grazie all’installazione di un impianto solare sui tetti di una delle strutture, gli eventi che ospita sono alimentati solo da fonti di energia rinnovabile.
La salina Turda è stata una delle miniere più importanti della Transilvania, in Romania, fino al 1932. Dal 2008 al 2010 sono stati eseguiti lavori di modernizzazione e oggi è aperta ai turisti con diverse attrazioni, tra cui una ruota panoramica e dei tavoli da biliardo. Ogni anno sono 680mila le persone che la visitano.
Larve di mosca soldato allevate dall’azienda italiana Bef, con sede a Torino, 2023. L’azienda è specializzata nell’allevamento di insetti e nella produzione di derivati destinati all’alimentazione animale.
L’orto di Nemo, a Noli, in Liguria. È il primo esperimento al mondo di agricoltura subacquea. Il progetto è nato nel 2012 per ricreare le condizioni ideali di coltivazione del basilico. L’obiettivo è quello di ottenere una completa sostenibilità nel ciclo di vita delle piante, riutilizzando ciò che il mare offre in maniera spontanea e rispettando l’ambiente.
Da sapere
La mostra

◆ La mostra Luca Locatelli. The Circle. Soluzioni per un futuro possibile è esposta alle Gallerie d’Italia di Torino fino al 18 febbraio 2024. A cura di Elisa Medde, è stata realizzata da Intesa Sanpaolo con il sostegno della fondazione Ellen MacArthur e in collaborazione con la fondazione Compagnia di San Paolo e fondazione Cariplo.


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Questo articolo è uscito sul numero 1534 di Internazionale, a pagina 72. Compra questo numero | Abbonati