Estesi i poteri di sorveglianza dei servizi segreti israeliani

Il parlamento israeliano ha approvato il 5 maggio l’estensione di una discussa misura di emergenza per contenere la diffusione del nuovo coronavirus nel paese: il tracciamento delle persone malate di covid-19 da parte dello shin bet, il servizio segreto interno.

Il ricorso a questo tipo di sorveglianza, di solito riservata ai palestinesi, ha acceso un forte dibattito nell’opinione pubblica israeliana. Il 27 aprile una sentenza della corte suprema aveva stabilito che i poteri speciali concessi allo shin bet con un ordine amministrativo a marzo sarebbero scaduti alla fine del mese a meno che non fossero stati confermati dal parlamento con una legge. La norma dovrebbe essere preparata entro il 18 maggio. Il governo aveva la possibilità di chiedere un’estensione della misura alla knesset, il parlamento israeliano. La proposta era di sei settimane, ma il termine è stato fissato al 26 maggio.

I poteri di sorveglianza concessi allo shin bet sono molto ampi e sono stati pensati originariamente per contrastare il terrorismo. Tracciando e incrociando i dati dei telefoni e delle carte di credito, i servizi segreti possono identificare e allertare le persone entrate in contatto con qualcuno positivo al covid-19, e a cui viene ordinato di entrare in quarantena.

Alcuni esponenti dell’opposizione si sono lamentati del fatto che la sorveglianza fosse estesa in un momento in cui la curva dei contagi è in calo. Ma Sigal Sadetsky, a capo dei servizi di sanità pubblica al ministero della sanità, ha fatto notare che il tracciamento è importante nel momento in cui gli israeliani ricominciano a uscire di casa e ad andare al lavoro. Sadetsky ha confermato che 5.516 delle 16mila persone infettate dal virus sono state individuate grazie al tracciamento, 3.835 delle quali sono state localizzate dallo shin bet. In molti però temono che la pratica, considerata una violazione della privacy, possa continuare anche quando il paese sarà tornato alla normalità.

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