Il progetto Forza lavoro del fotografo Michele Borzoni racconta il mondo del lavoro in Italia a quasi dieci anni dall’inizio della crisi economica. “Ho cominciato il progetto nel 2014 seguendo i concorsi per dipendenti pubblici e le aste fallimentari. Poi ho continuato con i call center, i centri logistici delle multinazionali (soprattutto nelle province di Piacenza e Pavia), l’industria tessile cinese a Prato e i braccianti che lavorano nei campi di Rosarno, in Calabria. Ma mi interessava anche mostrare fotograficamente la disoccupazione”, spiega Borzoni.
Secondo i dati forniti dall’Istat, in Italia il tasso di disoccupazione è passato dal 6,7 per cento di maggio del 2008 all’11,2 per cento di agosto del 2017. La crisi ha pesato in modo significativo sui ragazzi e le ragazze: tra le persone che hanno tra i 15 e i 24 anni oggi il tasso di disoccupazione è del 35,1 per cento. I lavoratori più colpiti sono gli artigiani, gli operai specializzati, gli agricoltori e gli impiegati. L’uso delle nuove tecnologie per svolgere mansioni finora riservate alle persone, i cambiamenti demografici dovuti all’invecchiamento della popolazione e alle migrazioni e la globalizzazione sono tra i principali fattori che hanno modificato la domanda di lavoro. “Ho cercato di affrontare il tema con uno sguardo distaccato, a volte freddo, di catalogazione. Ma al tempo stesso volevo realizzare delle immagini in grado di coinvolgere chi le guarda”, dice Borzoni. ◆
Michele Borzoni è nato a Firenze nel 1979. Fa parte del collettivo fotografico TerraProject. L’organizzazione generale di questo progetto è stata curata da Zona.
◆ La mostra Forza lavoro di Michele Borzoni fa parte della terza edizione di
Foto/Industria, biennale di fotografia dell’industria e del lavoro, che si svolge a Bologna dal 12 ottobre al 19 novembre. La manifestazione, promossa dalla fondazione Mast e diretta da François Hébel, espone i lavori di quattordici fotografi.
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Questo articolo è uscito sul numero 1226 di Internazionale, a pagina 68. Compra questo numero | Abbonati