◆ In questi giorni di rabbia e di dolore per la perdita di Alessandro Leogrande ci siamo presi tutto il diritto di piangere, ma poi ci siamo guardati intorno, e abbiamo riscoperto un fortissimo senso di comunità. In una Puglia dislocata per tutta la penisola, e per l’Europa e il mondo, c’è una cerchia di persone che lo ha eletto come uno di quei fratelli che si scelgono. Alcuni lavorano nella trincea dell’accoglienza, altri portano in un’Italia distratta la sfida culturale di un sud dimenticato: vedevamo e vediamo in lui l’esempio di come stare più vicini ai secondi, perché i primi ce la fanno da soli. Questo era un pensiero che ripeteva spesso, con il sorriso, a proposito della Juve, perché non capiva il senso di tifare per i forti. Meglio il Taranto. E con la metafora del calcio si riferiva proprio a un modo di vivere. Studiare, leggere, viaggiare, parlare con la gente, nel suo segno, nel segno del suo rigore e della sua intelligenza, della sua semplicità. Guardare non basta, non basta indignarsi, perché Alessandro ci ha insegnato che noi, ognuno con il proprio lavoro, possiamo riscrivere un mondo.
Andrea AufieriMargherita Macrì
Notizie false
◆ Le fake news sono una piaga dell’era digitale: tutti ne parlano ma pochi sanno offrire soluzioni concrete a questo problema (Internazionale 1233). La più convincente sembra essere quella di usare la pressione sociale: la minaccia di essere esposti a un’umiliazione pubblica nel caso in cui si condivida sui social media una notizia falsa. Questo potrebbe spingere molti utenti a controllare più volte l’origine delle notizie prima di pubblicarle sulla propria pagina, evitando dunque un pericolosissimo effetto a catena.
Annalisa Eichholzer
Testimonianze
◆ Ho apprezzato molto due articoli pubblicati nell’ultimo numero (Internazionale 1233) perché, oltre ai fatti descritti con precisione, riportano le testimonianze toccanti dei protagonisti. Nell’articolo di Mada Masr il racconto del piccolo Khaled e di Suleiman, che sono sopravvissuti all’attentato in Sinai, e, nel pezzo di Undark, quello di Loy Phasavaeng, che ha subìto le conseguenze dei bombardamenti in Laos. Se l’umanità ha bisogno di empatia, storie come queste aiutano a riflettere in un mondo di informazioni usa e getta.
Chiara Scanavino
Errata corrige
◆ Su Internazionale 1231, a pagina 62, la capitale della Tanzania non è Dar es Salaam ma Dodoma.
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Questo articolo è uscito sul numero 1234 di Internazionale, a pagina 16. Compra questo numero | Abbonati