A quattro ore di distanza da Washington, a Green Bank, in West Virginia, c’è il più grande radiotelescopio al mondo completamente orientabile, il Robert C. Byrd Green Bank telescope.

Serve a individuare e studiare oggetti nello spazio che emettono poca luce, come certe galassie, ma che si possono rilevare con le onde radio. Il telescopio si trova all’interno della National radio quiet zone, un’area di circa 34mila chilometri quadrati, situata tra la West Virginia, la Virginia e una piccola parte del Maryland. Dai primi anni cinquanta in questa zona sono proibite tutte le radiazioni elettromagnetiche per evitare che interferiscano con l’attività del telescopio.

Gli abitanti di Green Bank (143) devono firmare un contratto con cui rinunciano a usare dispositivi che producono radiazioni, tra cui il forno a microonde, il televisore, il telefono e il wifi. Nonostante le restrizioni, non si lamentano. E la zona attira sempre di più le persone che dichiarano di soffrire di elettrosensibilità, un insieme di sintomi, fisici e psicologici, che sarebbero causati dall’esposizione ai campi magnetici, ma che non sono riconosciuti come malattia dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalla comunità scientifica. “Queste persone si sentono sotto attacco e Green Bank è diventata la loro Mecca”, spiega il fotografo Massimo Berruti, che nel 2017 ha incontrato alcune di loro. ◆

La trave di legno usata da Wood per attraversare un torrente nel bosco di Green Bank.
Jennifer Wood, 58 anni, architetta. Nata in Luisiana e cresciuta a New York, è andata via perché i suoi vicini usavano sempre il wifi. Dichiara di avere avuto i primi sintomi di elettrosensibilità in Mauritania. Si è sposata due volte e ha un figlio che l’ha accompagnata la prima volta a Green Bank. Ora è da tempo che non si vedono. A Green Bank dorme spesso in auto nel bosco.
Todd Payne, 53 anni, è l’ultima persona arrivata a Green Bank e vive in un camper. Ha un’ex moglie e una figlia che non vede quasi mai. Dichiara di soffrire di un forte livello di elettrosensibilità per cui si copre con tessuti in fibra d’argento. A causa del divorzio e della sua condizione di salute ha lasciato il lavoro da infermiere. A Green Bank sta seguendo dei corsi di formazione per trovare un nuovo lavoro. Spesso litiga per email con l’ex moglie perché vorrebbe che la figlia non usasse il wifi che le due donne hanno in casa.
Una fattoria a Green Bank.
Il cortile della scuola elementare vicino al radiotelescopio principale dell’osservatorio di Green Bank.
Tera, 44 anni, lavorava in una base militare dove si testavano i cannoni a rotaia, congegni che usano la forza elettromagnetica per lanciare proiettili a grande velocità. Dice di aver avuto i primi sintomi di elettrosensibilità, tra cui dolori di stomaco e vertigini, nel 2008 quando installarono all’esterno della sua camera da letto un contatore elettrico intelligente. Ha lasciato il lavoro nel 2007 perché sentiva di essere sensibile ad alcune sostanze chimiche. Le è stata diagnosticata una forma di insulinoresistenza. Ora vive a Blue Grass, a venti minuti da Green Bank, con il figlio affetto da autismo, anche lui elettrosensibile, secondo la madre. Il sogno di Tera è costruire una casa sulle colline.
Sue, 50 anni. Viveva a New York ed è arrivata a Green Bank la prima volta nel 2014 con il marito John. Sono rimasti per 23 giorni. Dice di aver provato prima sintomi di sensibilità chimica poi, nel 2009, di essere diventata elettrosensibile. La sua condizione è peggiorata gradualmente. Era arrivata al punto di intrappolare se stessa in una “gabbia di Faraday” fatta in casa, una stanza circondata da alluminio per isolarsi da qualunque campo elettrostatico. Lei e il marito sono tornati a Green Bank varie volte prima di trovare un terreno dove hanno costruito la loro casa. I figli vivono a New York.

Massimo Berruti (1979) è un fotografo italiano. Fa parte di Maps, un nuovo collettivo di fotografi e creativi che raccontano storie da tutto il mondo.

Tutte le foto sono state scattate a Green Bank, in West Virginia, negli Stati Uniti, a marzo del 2017.

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Questo articolo è uscito sul numero 1234 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati