◆ Il cambiamento climatico è spesso associato a un maggiore rischio di alluvioni, siccità e ondate di calore in tutto il pianeta. Ma in alcune aree del Nordamerica e dell’Eurasia il riscaldamento globale sembra essere accompagnato da inverni particolarmente rigidi. In uno studio pubblicato sulla rivista Nature Communications, alcuni ricercatori hanno scoperto un possibile legame tra gli inverni miti nella regione artica, dove il riscaldamento è più marcato rispetto a quello globale, e gli episodi di freddo estremo negli Stati Uniti. Sono stati analizzati i dati di dodici città, tra cui
Seattle, Salt Lake City, Chicago, New York, Washington e Atlanta, nel periodo tra il 1950 e il 2016. Secondo lo studio, quando le temperature invernali nell’Artico sono molto alte, gli eventi eccezionali nell’est degli Stati Uniti, con temperature basse e nevicate abbondanti, diventano da due a quattro volte più probabili.
A partire dal 1990 la frequenza di questi episodi di freddo intenso è notevolmente aumentata.
Tuttavia, non è ancora possibile affermare con certezza che il riscaldamento della regione artica sia responsabile degli inverni rigidi sulla costa atlantica del continente nordamericano, perché mancano le prove di un legame di causa ed effetto. Si ipotizza però che il cambiamento climatico indebolisca il vortice polare favorendo l’afflusso di masse di aria fredda verso sud. Per confermare questa ipotesi saranno necessarie ulteriori ricerche.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1247 di Internazionale, a pagina 112. Compra questo numero | Abbonati