◆ Nell’epoca del pleistocene, quando uno strato di ghiaccio ricopriva il Nordamerica, si formarono molti laghi pluviali. I due più grandi e noti erano i laghi Bonneville, nello Utah, e
Lahontan, nel Nevada. Altri laghi si formarono più a sud, in aree oggi molto aride. Il lago Palomas, per esempio, si estendeva per novemila chilometri quadrati nell’attuale deserto di Chihuahua, nel nord del Messico. Come gli altri laghi pluviali si prosciugò nell’olocene a causa dei mutamenti climatici che fecero ritirare i ghiacci. Oggi quel che rimane delle rive e dei fondali sabbiosi del lago è costituito dalle dune di Samalayuca.
Questa immagine scattata dal satellite Landsat 8 della Nasa mostra le dune di sabbia, composta da granuli di silice portati dal Rio Grande, il fiume che alimentava il lago preistorico. Con il tempo la sabbia, spinta dal vento, si è spostata più a est, nella posizione attuale, vicino alla cittadina di Samalayuca. Le dune sono da secoli un ostacolo per le rotte commerciali tra Santa Fe, a nord, e Città del Messico, a sud. Durante la guerra messicano-statunitense, tra il 1846 e il 1848, molti soldati statunitensi morirono con i loro muli dopo essersi impantanati nella sabbia.
Negli ultimi anni alcune aziende minerarie hanno mostrato interesse per la sabbia della regione, che essendo ricca di silice è ideale per l’industria del vetro e della ceramica. Oggi tra le dune di Samalayuca è possibile praticare il sandboarding.
–Adam Voiland (Nasa)
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1253 di Internazionale, a pagina 113. Compra questo numero | Abbonati