◆ Quest’immagine, scattata da un astronauta a bordo della Stazione spaziale internazionale, mostra l’intera Guinea Bissau e una parte della Guinea (in basso a destra), del Senegal e del Gambia (in alto a sinistra), e della Mauritania (in alto). In una sola immagine si distinguono diverse zone climatiche, dalle più umide alle più aride: nella metà inferiore si vede la costa atlantica dell’Africa occidentale, con le sue foreste verdi, mentre nella metà superiore spicca il deserto del Sahara, quasi del tutto privo di vegetazione. In Guinea Bissau il 60 per cento del territorio è occupato da foreste, in Mauritania solo l’1 per cento.

L’immagine mostra le caratteristiche fisiche della Guinea Bissau, tra cui spiccano le isole Bijagos, l’estuario del fiume Geba e il corso di un suo affluente, il Corubal. Le isole Bijagos, classificate dall’Unesco come riserva della biosfera, sono un rifugio per tartarughe marine e alcune specie di uccelli migratori. Sulle isole vivono 30mila persone. I fiumi Geba e Corubal depositano grandi quantità di sedimenti fangosi nell’oceano Atlantico. Sulla sponda settentrionale dell’estuario si trova la capitale Bissau, con i suoi circa 400mila abitanti. La città fu fondata nel 1687 dai portoghesi. Nella parte destra dell’immagine si vede il fumo di alcuni incendi, forse appiccati dagli agricoltori.

Nella regione, oltre alle lingue africane, si parlano quelle ereditate dall’epoca coloniale: il portoghese in Guinea Bissau, l’inglese in Gambia e il francese in Guinea e Senegal. In Guinea Bissau si parlano varie lingue africane. Una di queste è usata solo nelle isole, mentre la lingua fula e i suoi derivati sono diffusi in tutta l’Africa occidentale e perfino in alcune aree del Sudan.–Nasa

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Questo articolo è uscito sul numero 1306 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati