Nel 2017, mentre studiava a Hannover, in Germania, la fotografa egiziana Heba Khamis ha letto sui giornali tedeschi la notizia sull’aumento di giovani stranieri che si prostituivano a Berlino. Ha deciso di andare a vedere con i suoi occhi cosa stava succedendo e per un anno e mezzo ha ascoltato le storie di quelli che incontravano i clienti nel Tiergarten, il parco più grande della città.

È nato il progetto Black birds, dove Khamis ha raccolto le testimonianze di questi giovani arrivati soprattutto dall’Afghanistan e dall’Iran. Per molti di loro, fuggiti dalla guerra o dalle persecuzioni nei loro paesi, la prostituzione è l’unico modo per guadagnarsi da vivere mentre aspettano di ricevere il permesso di soggiorno o di sapere se la loro richiesta d’asilo è stata accettata. “In Germania senza documenti non possono né lavorare né studiare. In questa situazione molti finiscono per fare uso di droghe. Non sopportano quello che sono costretti a fare; alcuni soffrono di depressione; altri si feriscono bruciandosi con le sigarette o si fanno dei tagli sul corpo”, dice la fotografa. Ahmed, un ragazzo afgano che si prostituiva da tre anni quando Khamis l’ha conosciuto, le ha detto: “Qui nel parco siamo a un passo dall’inferno”.

Khamis ha lavorato con una traduttrice che l’ha aiutata ad avvicinarsi a loro: “Era il periodo del Ramadan quando ho cominciato. Il fatto che anch’io fossi musulmana mi ha aiutata a ottenere più facilmente la loro fiducia”. Quasi tutti le hanno detto di non essere gay, alcuni hanno mogli e figli nei loro paesi. I clienti sono berlinesi e turisti. Ci sono coppie come quella di Jochen, 71 anni, e Mohamed, 21 anni, che si vedevano già da quasi due anni quando la fotografa li ha conosciuti. “Mohamed voleva uscire dalla sua condizione. Jochen lo ha accompagnato all’ufficio immigrazione dicendo di essere il suo compagno. Ha assunto per lui un avvocato e lo sta aiutando a cercare un lavoro. Grazie a lui Mohamed ha smesso di fare uso di eroina”, dice Khamis.

Mohamed nel Tiergarten.

Mentre realizzava il progetto, la polizia ha chiesto più volte alla fotografa di raccontare quello che succedeva nel parco, ma lei si è rifiutata di parlare. È stata seguita e il suo computer è stato hackerato, ma ha scelto comunque di continuare il progetto. “Questi giovani sono come uccelli che non possono volare, bloccati in una situazione da cui non sanno come uscire. Non si prostituirebbero se avessero altre possibilità. È questo che vorrei fare capire con il mio progetto” (Foto Noor). ◆

Roman: “Mi dicono che sono molto carino”, racconta “e che potrei guadagnare fino a 500 euro al giorno, ma non voglio”. Riceve 239 euro al mese come sussidio dallo stato. Dopo aver pagato le bollette, gli rimangono circa 40 euro. Quando rimane senza soldi lavora nel parco.
Omran ha perso la famiglia quando aveva sei anni. La sua casa è stata distrutta da una bomba lanciata dai taliban. Pensa spesso al suicidio.
il sacco a pelo di un migrante che vive nel Tiergarten, e preservativi gettati nella zona dove i ragazzi si prostituiscono.
il sacco a pelo di un migrante che vive nel Tiergarten, e preservativi gettati nella zona dove i ragazzi si prostituiscono.
Hashem dorme nel parco. Voleva andare in Svezia o in Finlandia ma il suo viaggio si è interrotto a Berlino.
Mujtaba è un rifugiato afgano nato in Iran. Non ha mai visto l’Afghanistan, ma se fosse espulso finirebbe lì. La sua richiesta d’asilo è stata respinta ed è in attesa di fare un secondo colloquio. La famiglia lo aveva mandato in Europa perché avesse una vita migliore. Per questo Mujtaba non ha mai confessato ai familiari che la sua richiesta d’asilo è stata rifiutata. Ha uno o due clienti al giorno, che lo pagano tra i 20 e i 50 euro. Per l’eroina ogni giorno spende dai 30 ai 50 euro.
uno dei sentieri del parco dove i migranti si trovano con i clienti.
i tavoli da ping pong di notte sono usati per gli incontri sessuali.

**Heba Khamis **_è una fotografa egiziana. Nel 2019, con la foto di Jochen e Mohamed (pagine 62-63) ha vinto il secondo premio nella categoria ritratti al World press photo. _

I nomi delle persone ritratte sono di fantasia.

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Questo articolo è uscito sul numero 1355 di Internazionale, a pagina 62. Compra questo numero | Abbonati