◆ Quest’immagine, scattata da un satellite della missione Sentinel-2 dell’Esa, mostra la provincia della Zelanda, nel sudovest dei Paesi Bassi. La provincia, che si trova circa 150 chilometri a sud di Amsterdam, è costituita da isole, penisole e corsi d’acqua, e comprende anche le Fiandre zelandesi, una striscia di terra che confina con il Belgio. Sorge intorno a un grande delta alla foce di alcuni fiumi, tra cui la Schelda, la Mosa e il Reno. Le acque del delta, da cui emergono numerosi banchi di sabbia, hanno un colore più chiaro in corrispondenza di zone poco profonde. Le acque di colore marrone indicano invece una maggiore presenza di sedimenti, in contrasto con quelle più scure del mare del Nord.
Ampie aree della Zelanda, che significa “terra di mare”, si trovano sotto il livello del mare. Nel 1953 la provincia fu colpita da alluvioni devastanti causate da una combinazione di un’alta marea primaverile e di una forte tempesta di vento. Morirono quasi duemila persone e altre 70mila furono costrette a lasciare le loro case. Il governo olandese reagì mettendo a punto il piano Delta, un complesso sistema di argini, canali, dighe e ponti per frenare il mare del Nord. Nell’immagine si vede l’Oosterscheldekering, la barriera della Schelda orientale.
La Zelanda è una delle principali regioni agricole dei Paesi Bassi. Sulle isole e sulla terraferma spicca un mosaico di terreni in cui si coltivano in particolare cereali, patate e barbabietole, si pratica l’orticoltura e si allevano bovini.
In alto a destra nell’immagine si vede il porto di Rotterdam, il più grande d’Europa. Il porto di Anversa, in Belgio, è visibile in basso a destra.–Esa
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1382 di Internazionale, a pagina 113. Compra questo numero | Abbonati