◆ I governi hanno raggiunto un accordo per ridurre le emissioni di gas serra nel settore del trasporto marittimo. L’Organizzazione marittima internazionale (Imo), un istituto delle Nazioni Unite, ha infatti deciso di rendere obbligatorio un taglio delle emissioni del 40 per cento rispetto ai livelli del 2008 nei prossimi dieci anni, grazie al miglioramento dell’efficienza delle navi e delle loro modalità operative. In caso di approvazione definitiva, la proposta entrerà in vigore nel 2021.
Ma secondo gli ambientalisti, l’accordo rischia invece di favorire un aumento delle emissioni. Si è infatti deciso di rendere le navi più efficienti, ma non sono stati fissati limiti precisi alle emissioni del settore. Di conseguenza, con l’aumento del traffico marittimo previsto nei prossimi anni, i gas serra potrebbero addirittura aumentare. Oggi, scrive il Guardian, il settore del trasporto marittimo produce il 2,5 per cento delle emissioni globali. Nonostante questo, in passato il settore è stato trascurato nei negoziati delle Nazioni Unite. La pandemia di covid-19 ha costretto l’Imo a svolgere le sue riunioni online, riducendo ulteriormente la trasparenza dei negoziati. Secondo John Maggs, dell’ong Clean shipping coalition, l’accordo accoglie le proposte dell’industria e ignora invece le raccomandazioni scientifiche del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc): “Rischiamo di sprecare dieci anni di tempo, mentre le emissioni continuano ad aumentare”.
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Questo articolo è uscito sul numero 1383 di Internazionale, a pagina 112. Compra questo numero | Abbonati