◆ Quest’immagine dai colori naturali, scattata dal satellite Landsat 8 della Nasa il 9 ottobre, mostra i monti Džugdžur, nell’estremo oriente russo, quando il primo freddo autunnale ha cominciato a lasciare tracce sul paesaggio. A settembre le valli avevano tonalità accese di giallo e arancione, dal colore delle foglie di betulle, larici e altri alberi. Ma già ai primi di ottobre, con la caduta delle foglie, l’area aveva assunto un colore marrone. Le foreste di abeti e pini ad altitudini maggiori sono invece dominate dal verde, colore che mantengono per tutto l’anno.

A causa del forte vento che spazza la regione in inverno, le vette più alte ospitano solo una scarna vegetazione alpina. Già a dicembre le temperature massime sono di appena trenta gradi sottozero e la luce solare arriva solo sei ore al giorno (a ottobre le ore di luce sono dieci). Nella foto, che è stata scattata quando il sole era basso sull’orizzonte, le ombre si allungano dalle cime delle montagne. Le macchie blu sono aree in cui le ombre ricoprono la prima neve della stagione. In assenza di luce solare diretta, la neve riflette il blu del cielo.

La catena montuosa si estende per settecento chilometri, parallelamente al mare di Ochotsk, e la vetta più alta è il monte Topko (1.906 metri). Dai monti partono alcuni fiumi che sfociano nel mare di Ochotsk, a sudest, e altri più lunghi che raggiungono il mar glaciale Artico, a nord.–Nasa

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Questo articolo è uscito sul numero 1384 di Internazionale, a pagina 113. Compra questo numero | Abbonati