Il 1 settembre la corte suprema ha dato il via libera a una legge approvata in Texas che proibisce quasi ogni tipo di interruzione di gravidanza. “La legge”, spiega il Texas Tribune, “vieta di abortire da quando è possibile riscontrare ‘attività cardiaca’ nell’embrione, circostanza che di solito si verifica intorno alla sesta settimana di gestazione”. La maggioranza degli aborti avviene in quella fase, visto che prima molte donne non sanno ancora di essere incinte. Sono vietate le interruzioni di gravidanza nei casi di stupro e incesto. La legge inoltre stabilisce che a farla rispettare non siano le autorità ma i cittadini comuni, che possono denunciare chi aiuta una donna a interrompere la gravidanza e ottenere una ricompensa di diecimila dollari. In questo modo è più difficile fare ricorso contro la legge e riuscire a bloccarla, perché non ci si può appellare contro le autorità statali. Altri stati stanno pensando di approvare leggi identiche. Chi si oppone al diritto all’aborto spera che nel 2022 la corte suprema a maggioranza conservatrice si spingerà fino a cancellare la sentenza Roe contro Wade, che nel 1973 legalizzò le interruzioni di gravidanza.
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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati