Il governo di unità nazionale birmano (Nug) nato in risposta al golpe militare di febbraio ha dichiarato guerra al regime, portando così la lotta contro la giunta a un livello più alto, scrive Irrawaddy. Il 7 settembre in un video su Facebook il presidente del Nug, Duwa Lashi La (nella foto), ha chiamato tutti i cittadini alla rivolta “contro il governo dei terroristi guidati dal generale Min Aung Hlaing” e ha dichiarato lo stato d’emergenza “finché non tornerà un governo civile”. Tra una settimana si aprirà l’assemblea generale delll’Onu, e il governo ombra, composto da deputati della Lega nazionale per la democrazia (il partito di Aung San Suu Kyi) e da esponenti delle minoranze etniche, spera di attirare l’attenzione sul paese ed essere riconosciuto dalla comunità internazionale. Da mesi è in corso una resistenza di civili armati contro l’esercito, che reprime nel sangue le manifestazioni di protesta. Allo stesso tempo gruppi etnici armati nel Kachin e nel Karen hanno lanciato un’offensiva contro le truppe birmane. La giunta il 7 ottobre ha scarcerato il monaco buddista Ashin Wirathu, noto nazionalista antimusulmano condannato per sedizione contro il precedente governo. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati