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I rohingya fuggiti dalla Birmania non sanno se torneranno a casa

Oltre 600mila rohingya sono scappati in Bangladesh a causa dell’offensiva dell’esercito birmano. E rischiano di rimanere profughi per sempre. Leggi

Il mondo in breve

L’Onu e il papa affrontano la situazione dei rohingya, nuove denunce delle ong sui migranti, le elezioni in Honduras: cos’è successo nel mondo. Leggi

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L’assemblea generale dell’Onu ha gli occhi puntati sull’Europa

Insieme alla preoccupazione alimentata da Vladimir Putin, l’imprevedibilità di Trump lascia spazio all’Unione europea per favorire la stabilità internazionale. Leggi

Il mondo in breve

L’uragano Maria, il record del fondo sovrano norvegese, due nuovi graffiti di Banksy: cos’è successo nel mondo. Leggi

Il silenzio di Aung San Suu Kyi sulle violenze contro i rohingya

Il silenzio della leader birmana sulla persecuzione della minoranza musulmana si può spiegare solo inquadrando meglio il ruolo dell’esercito nel paese. Leggi

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Il mondo in breve

Il viaggio di Irma, l’11 settembre in Cile, Strade di pace a Münster: cos’è successo nel mondo. Leggi

Il mondo in breve

Putin contro le sanzioni per Pyongyang, le contestazioni dell’opposizione in Kenya, Strasburgo e la privacy: cos’è successo oggi nel mondo. Leggi

Perseguitati in patria i rohingya fuggono in Bangladesh

Il loro nome era quasi sconosciuto fuori dal sudest asiatico. Ma la sorte di questa minoranza birmana comincia ad attirare la solidarietà della comunità internazionale. Leggi

Il mondo in breve

La crisi dei profughi rohingya, Harvey si dirige verso la Louisiana, al via il festival del cinema di Venezia: cos’è successo oggi nel mondo. Leggi

Il mondo in breve

L’uragano Harvey, la crisi dei rohingya in Birmania, niente buste di plastica in Kenya: cos’è successo oggi nel mondo. Leggi

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La festa dell’acqua
Aung San Suu Kyi respinge le accuse di pulizia etnica ai danni della minoranza rohingya in Birmania.
Aung San Suu Kyi respinge le accuse di pulizia etnica ai danni della minoranza rohingya in Birmania. In un’intervista alla Bbc l’ex dissidente e premio Nobel per la pace ha detto: “Credo che la definizione ‘pulizia etnica’ sia troppo forte”. Trattati come stranieri in Birmania, un paese al 90 per cento buddista, i musulmani rohingya sono apolidi, anche se alcuni di loro vivono nel paese da generazioni. In ottobre l’esercito ha lanciato un’offensiva contro questa popolazione nello stato di Rakhine, una campagna che secondo l’Onu ha portato a una pulizia etnica e molto probabilmente a crimini contro l’umanità: 70mila persone sono fuggite nel vicino Bangladesh per sfuggire alle violenze.
I rohingya senza terra

Più di mille persone di etnia rohingya sono state uccise negli ultimi quattro mesi nel corso di un’offensiva dell’esercito birmano. Almeno 70mila sono scappate in Bangladesh in seguito alla crisi scoppiata nello stato di Rakhine, nel nordovest della Birmania. Lo hanno denunciato l’8 febbraio due funzionari delle Nazioni Unite che lavorano con i rohingya in fuga. Leggi

L’esercito della Birmania ha commesso uccisioni e stupri di massa contro i rohingya.
L’esercito della Birmania ha commesso uccisioni e stupri di massa contro i rohingya. È quanto emerge dal report pubblicato dall’ufficio dei diritti umani delle Nazioni Unite. I circa 220 testimoni sentiti hanno raccontato di “uccisioni di bambini, donne e anziani, stupri e violenze sessuali sistematiche e su larga scala, distruzione intenzionale di cibo e fonti di sostentamento”. Le violenze cominciate nell’ottobre del 2016 potrebbero ammontare a crimini contro l’umanità ed essere definite pulizia etnica.
L’omicidio di un avvocato rivela tutte le fratture della Birmania

Il 29 dicembre U Ko Ni, un noto avvocato birmano, è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco all’aeroporto di Rangoon. Era sempre in prima linea per la tutela dei diritti dei musulmani e per questo si era fatto dei nemici. Leggi

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I funerali di Ko Ni a Rangoon
Ucciso in Birmania un avvocato musulmano, consulente di Aung San Suu Kyi
Ucciso in Birmania un avvocato musulmano, consulente di Aung San Suu Kyi.  
Secondo la Lega nazionale per la democrazia l’omicidio di Ko Ni, avvocato e consulente legale del partito, ucciso il 29 gennaio al suo rientro nel paese, l’omicidio haradici politiche. Ko Ni, musulmano, noto per i suoi discorsi sulla tolleranza religiosa, è stato ucciso mentre era all’aeroporto di Rangoon. L’omicida ha ucciso anche un tassista che ha tentato di fermarlo, prima di essere arrestato.
Ucciso in Birmania un avvocato musulmano, consulente di Aung San Suu Kyi.
Ucciso in Birmania un avvocato musulmano, consulente di Aung San Suu Kyi.  Secondo la Lega nazionale per la democrazia l’omicidio di Ko Ni, avvocato e consulente legale del partito, ucciso il 29 gennaio al suo rientro nel paese, ha radici politiche. Ko Ni, noto per i suoi discorsi sulla tolleranza, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco alla testa mentre era all’aeroporto di Rangoon. L’omicida ha ucciso anche un tassista che ha tentato di fermarlo, prima di essere arrestato.
Giochi per l’indipendenza
La Birmania fa i conti con gli abusi sulla minoranza rohingya 

Il 2 gennaio il governo birmano ha riconosciuto implicitamente che la minoranza musulmana rohingya è vittima di abusi da parte delle forze di sicurezza. L’ha fatto accettando di aprire un’inchiesta su un video che mostra il pestaggio di alcuni rohingya dopo un rastrellamento nel nordovest del paese. Quattro poliziotti sono stati arrestati. Leggi

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