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La festa dell’acqua
Aung San Suu Kyi respinge le accuse di pulizia etnica ai danni della minoranza rohingya in Birmania.
Aung San Suu Kyi respinge le accuse di pulizia etnica ai danni della minoranza rohingya in Birmania. In un’intervista alla Bbc l’ex dissidente e premio Nobel per la pace ha detto: “Credo che la definizione ‘pulizia etnica’ sia troppo forte”. Trattati come stranieri in Birmania, un paese al 90 per cento buddista, i musulmani rohingya sono apolidi, anche se alcuni di loro vivono nel paese da generazioni. In ottobre l’esercito ha lanciato un’offensiva contro questa popolazione nello stato di Rakhine, una campagna che secondo l’Onu ha portato a una pulizia etnica e molto probabilmente a crimini contro l’umanità: 70mila persone sono fuggite nel vicino Bangladesh per sfuggire alle violenze.
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I rohingya senza terra

Più di mille persone di etnia rohingya sono state uccise negli ultimi quattro mesi nel corso di un’offensiva dell’esercito birmano. Almeno 70mila sono scappate in Bangladesh in seguito alla crisi scoppiata nello stato di Rakhine, nel nordovest della Birmania. Lo hanno denunciato l’8 febbraio due funzionari delle Nazioni Unite che lavorano con i rohingya in fuga. Leggi

L’esercito della Birmania ha commesso uccisioni e stupri di massa contro i rohingya.
L’esercito della Birmania ha commesso uccisioni e stupri di massa contro i rohingya. È quanto emerge dal report pubblicato dall’ufficio dei diritti umani delle Nazioni Unite. I circa 220 testimoni sentiti hanno raccontato di “uccisioni di bambini, donne e anziani, stupri e violenze sessuali sistematiche e su larga scala, distruzione intenzionale di cibo e fonti di sostentamento”. Le violenze cominciate nell’ottobre del 2016 potrebbero ammontare a crimini contro l’umanità ed essere definite pulizia etnica.
L’omicidio di un avvocato rivela tutte le fratture della Birmania

Il 29 dicembre U Ko Ni, un noto avvocato birmano, è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco all’aeroporto di Rangoon. Era sempre in prima linea per la tutela dei diritti dei musulmani e per questo si era fatto dei nemici. Leggi

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I funerali di Ko Ni a Rangoon
Ucciso in Birmania un avvocato musulmano, consulente di Aung San Suu Kyi
Ucciso in Birmania un avvocato musulmano, consulente di Aung San Suu Kyi.  
Secondo la Lega nazionale per la democrazia l’omicidio di Ko Ni, avvocato e consulente legale del partito, ucciso il 29 gennaio al suo rientro nel paese, l’omicidio haradici politiche. Ko Ni, musulmano, noto per i suoi discorsi sulla tolleranza religiosa, è stato ucciso mentre era all’aeroporto di Rangoon. L’omicida ha ucciso anche un tassista che ha tentato di fermarlo, prima di essere arrestato.
Ucciso in Birmania un avvocato musulmano, consulente di Aung San Suu Kyi.
Ucciso in Birmania un avvocato musulmano, consulente di Aung San Suu Kyi.  Secondo la Lega nazionale per la democrazia l’omicidio di Ko Ni, avvocato e consulente legale del partito, ucciso il 29 gennaio al suo rientro nel paese, ha radici politiche. Ko Ni, noto per i suoi discorsi sulla tolleranza, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco alla testa mentre era all’aeroporto di Rangoon. L’omicida ha ucciso anche un tassista che ha tentato di fermarlo, prima di essere arrestato.
Giochi per l’indipendenza
La Birmania fa i conti con gli abusi sulla minoranza rohingya 

Il 2 gennaio il governo birmano ha riconosciuto implicitamente che la minoranza musulmana rohingya è vittima di abusi da parte delle forze di sicurezza. L’ha fatto accettando di aprire un’inchiesta su un video che mostra il pestaggio di alcuni rohingya dopo un rastrellamento nel nordovest del paese. Quattro poliziotti sono stati arrestati. Leggi

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Le autorità birmane indagheranno su un video che mostra abusi sui rohingya.
Le autorità birmane indagheranno su un video che mostra abusi sui rohingya. Le immagini, girate a novembre da un agente di polizia nello stato di Rakhine, mostrano membri delle forze di sicurezza che picchiano gli abitanti di un villaggio dopo un rastrellamento tra la minoranza musulmana. L’area è vietata ai giornalisti. I rohingya sostengono che le politiche del governo birmano nei loro confronti equivalgono a una pulizia etnica.
L’Onu denuncia nuove violenze contro la minoranza rohingya in Birmania.
L’Onu denuncia nuove violenze contro la minoranza rohingya in Birmania. Le Nazioni Unite hanno ricevuto segnalazioni quotidiane di stupri e uccisioni di massa contro la minoranza musulmana, nonostante il governo birmano neghi la situazione. Secondo l’Onu l’esecutivo, guidato dalla vincitrice del premio Nobel Aung San Suu Kyi, sta avendo un approccio “controproducente e miope” alla crisi. Finora almeno 86 persone appartenenti alla minoranza rohingya sono state uccise e circa 27mila sono fuggite in Bangladesh.
L’Onu chiede a Aung San Suu Kyi di visitare lo stato di Rakhine dove vivono i rohingya.
L’Onu chiede a Aung San Suu Kyi di visitare lo stato di Rakhine dove vivono i rohingya. Le Nazioni Unite hanno chiesto al premio Nobel per la pace e ministra degli esteri birmana di visitare urgentemente lo stato di Rakhine dove vive la minoranza musulmana rohingya, perseguitata e costretta alla fuga. Suu Kyi ha detto che la situazione è “sotto controllo”, ma la comunità internazionale ha condannato le persecuzioni del governo contro i rohingya.
La voce dei rohingya
Centinaia di rohingya birmani fuggono in Bangladesh
Centinaia di rohingya birmani fuggono in Bangladesh. Nel nordovest della Birmania è in corso una serie di operazioni militari contro la minoranza musulmana, dopo che nelle settimane scorse ci sono stati attacchi contro la polizia. Nell’ultimo mese il giro di vite ha causato la morte di almeno 130 persone. Centinaia di abitazioni sono state date alle fiamme. I giornalisti stranieri non sono ammessi nella regione.
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Le lanterne di Tazaungdaing
In Birmania l’esercito ha ucciso 25 militanti rohingya.
In Birmania l’esercito ha ucciso 25 militanti rohingya. Gli scontri tra l’esercito e i militanti musulmani rohingya sono avvenuti nello stato settentrionale del Rakhine. Sono cominciati il 12 novembre quando circa sessanta uomini armati hanno teso un agguato ai soldati.
In Birmania scontri tra l’esercito e militanti rohingya provocano 8 morti.
In Birmania scontri tra l’esercito e militanti rohingya provocano 8 morti. Trentasei persone sono state arrestate negli scontri tra l’esercito birmano e individui sospettati di essere militanti musulmani rohingya nello stato settentrionale del Rakhine. Gli scontri sono iniziati la mattina del 12 novembre quando, secondo i giornali locali, circa sessanta uomini armati con fucili, coltelli e lance hanno teso un agguato all’esercito. Tra i morti, un poliziotto, un soldato e sei militanti. Il governo sospetta che tra i rohingya vi siano individui legati a militanti islamici all’estero.
Arrestati l’amministratore delegato e il direttore del quotidiano più importante della Birmania.
Arrestati l’amministratore delegato e il direttore del quotidiano più importante della Birmania. L’11 novembre la polizia ha arrestato Than Htut Aung, presidente dell’Eleven Media Group, e il direttore del suo quotidiano, Wai Phyo, dopo che il governo regionale di Rangoon ha citato in giudizio il giornale per diffamazione. In un post su Facebook, Than Htut Aung aveva aggiunto delle informazioni a un articolo pubblicato dal suo giornale su un caso di corruzione nell’amministrazione pubblica, accuse che il funzionario coinvolto nega. I due giornalisti resteranno in prigione per due settimane.
Continuano le violenze nella Birmania nordoccidentale.
Continuano le violenze nella Birmania nordoccidentale. L’11 ottobre quattro soldati sono stati uccisi in un attacco, che si presume sia stato compiuto da ribelli musulmani. L’esercito birmano è stato mandato nello stato occidentale di Rakhine, dove vivono molti musulmani rohingya, un gruppo etnico che non gode di diritti politici e civili, dopo tre aggressioni letali a posti di confine, che hanno causato la morte di nove guardie di frontiera. Secondo le autorità, ad attaccare i soldati sono state delle folle armate di coltelli e armi improvvisate.
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