Un nuovo accordo di cessate il fuoco è entrato in vigore il 1 settembre tra il regime siriano e i ribelli che nelle ultime settimane si erano scontrati nella provincia meridionale di Daraa. In base all’accordo, promosso dalla Russia, il regime di Bashar al Assad allestirà quattro posti di blocco nel quartiere di Daraa al Balad, nel sud della città omonima, teatro delle recenti violenze. I ribelli che ci resteranno dovranno deporre le armi, gli altri saranno trasferiti a Idlib, l’ultima roccaforte controllata dall’opposizione nel nordovest della Siria. In cambio le forze lealiste e i loro alleati interromperanno l’assedio che va avanti da due mesi. I recenti scontri, che secondo le Nazioni Unite hanno costretto 38.600 persone a lasciare le loro case, “s’inseriscono in un tentativo del regime siriano di tenere a freno la provincia di Daraa, culla della rivoluzione contro Assad nel 2011”, spiega L’Orient-Le Jour. Dopo un mese di bombardamenti gli abitanti di Daraa al Balad rifiatano, scrive il quotidiano libanese, ma in molti temono che la tregua possa durare poco.

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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati