Ad agosto l’Algeria ha esaurito le scorte di benzina addizionata di piombo tetraetile. Era l’ultimo paese a venderla ancora. Oggi questo carburante non è più usato nel mondo, ha fatto sapere il 30 agosto il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep). Anche se i rischi dell’inquinamento da piombo per la salute erano noti dagli anni settanta, scrive The Continent, abbiamo dovuto aspettare l’inizio del nuovo secolo perché fosse lanciata un’azione globale: “Nel 2001 venticinque paesi dell’Africa subsahariana firmarono la dichiarazione di Dakar, per eliminare il piombo nei carburanti entro il 2005. In quegli anni usciva anche uno studio dell’università della California secondo cui, eliminando il piombo dalla circolazione, si sarebbero evitati ogni anno 1,2 milioni di morti in tutto il mondo. L’inquinamento da piombo ha effetti particolarmente gravi sui bambini, che rischiano danni cognitivi”. Nel dare la notizia il segretario generale dell’Onu António Guterres ha chiesto che il processo che ha portato alla rimozione della benzina al piombo diventi un modello per l’eliminazione di tutti i combustibili fossili. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati