Nella ricerca biomedica la circolazione di nuove idee è asimmetrica, scrive The Scientist. Negli Stati Uniti le innovazioni prodotte da donne sono meno visibili e quindi sottoutilizzate, rivela uno studio del National bureau of economic research, che ha analizzato l’impatto delle caratteristiche demografiche sul mondo della ricerca. Le ragioni sono due, spiegano gli autori: le innovatrici hanno reti relazionali meno sviluppate e le loro idee tendono a essere sottovalutate dai colleghi maschi. Il discorso si può estendere anche ai ricercatori appartenenti a minoranze etniche.

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Questo articolo è uscito sul numero 1426 di Internazionale, a pagina 99. Compra questo numero | Abbonati