Oswaldo Rivas, Reuters/Contrasto

Il 7 novembre il presidente sandinista Daniel Ortega, 75 anni, è stato rieletto per la quarta volta consecutiva alla guida del Nicaragua con più del 75 per cento delle preferenze. Il voto è stato definito “una farsa” dagli Stati Uniti, perché tutti i principali candidati dell’opposizione sono stati arrestati e attualmente si trovano in carcere, e per l’Unione europea ha completato la trasformazione del governo di Managua in un regime autoritario. L’affluenza alle urne secondo il consiglio supremo elettorale è stata del 65 per cento, anche se l’organizzazione indipendente Urnas abiertas ha reso noto che l’astensione ha superato l’80 per cento. Nell’editoriale il quotidiano colombiano El Espectador scrive che “i fatti del Nicaragua sono un affronto alla democrazia nella regione e nel mondo. Ed è urgente che la comunità internazionale imponga delle sanzioni contro Managua”. Nel suo lungo discorso di vittoria, scrive il sito nicaraguense El Confidencial, Ortega ha attaccato gli Stati Uniti e l’Europa, che ha definito “fascisti” per aver condannato l’esito delle elezioni. ◆Nella foto: un murale con Daniel Ortega
a Managua, 2020

Questo articolo è uscito sul numero 1435 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati