I film di Mike Mills non schiacciano lo spettatore alla poltrona, avvolgendolo come una coperta. Guardarli è piuttosto simile a una visita a una pinacoteca. Volendo si può uscire senza trattenere nulla, oppure ci si può perdere in un dipinto ed esplorare i mondi che contiene. Il sobrio C’mon c’mon racconta un viaggio improvvisato attraverso l’America di uno zio, il giornalista radiofonico Johnny (Joaquin Phoenix), con il nipote Jesse (Woody Norman). La scelta di realizzarlo in bianco e nero è utile a non farsi distrarre dai paesaggi per puntare dritto al cuore della vicenda. Infatti C’mon c’mon è un film sulla capacità di ascoltare quello che gli altri hanno da dire. Johnny sta seguendo un progetto in cui intervista bambini in giro per il paese per conoscere la loro idea del futuro. Suo nipote, un bambino di nove anni eccentrico e teneramente strano, rifiuta di farsi intervistare, ma s’immerge nei suoni che lo circondano. Attraverso questa esperienza Johnny e Viv (Gaby Hoffmann), sua sorella e madre di Jesse, riallacciano un rapporto spezzato anni prima.
Wendy Ide, The Observer

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Questo articolo è uscito sul numero 1455 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati