I fratelli Russo – gli autori dietro i più grandi cataclismi dell’universo Marvel – non sono famosi per uno stile cinematografico pacato. Ma anche per i loro standard il thriller di spionaggio The gray man suona un po’ cacofonico. Oltre alla colonna sonora, al caos contribuisce anche il rumore visivo, fatto d’inquadrature sfocate, gru in picchiata e un montaggio sfrenato, che finisce quasi per soffocare l’azione, ingrediente principale di un film dal ritmo molto serrato. Eppure, nonostante questo sovraccarico sensoriale, non si può negare che The gray man sia molto divertente. L’uomo grigio del titolo è Sierra Six (Ryan Gosling), una spia iperaddestrata e apparentemente immortale che finisce nel mirino dei suoi ex datori di lavoro. Trova una specie di sospettosa complice in Dani Miranda (Ana de Armas), un’agente della Cia costretta a entrare in clandestinità. Entrambi devono vedersela con Loyd Hansen (Chris Evans, perfettamente a suo agio nel ruolo del torturatore sociopatico). Si scontrano elicotteri, esplodono granate e muore una miriade di personaggi secondari tra Praga, la Croazia, Hong Kong e i cieli della Turchia. The gray man è eccessivo in ogni aspetto, budget compreso.
Wendy Ide, The Observer

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Questo articolo è uscito sul numero 1470 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati