Dorothy Tse vive a Hong Kong e scrive in cinese, è un’apprezzata autrice di novelle e racconti. Il professore e la ballerina del carillon è il suo primo romanzo e ha preso forma durante le proteste del 2019 e del 2020. La storia si svolge in due Hong Kong fittizie e sovrapposte chiamate Never. La prima è un luogo di gerarchia e di oppressione, di sviluppo sfrenato e di sotterranea e brutale competizione. Il professor Q vive lì e più che un ricercatore è un burocrate frustrato a caccia di fondi inutili; anche la moglie Maria è una donna di apparato. La seconda Never è una zona d’ombra, piena di pericoli e di potenzialità misteriose. Ed è lì che Q vive le sue fantasie più sfrenate: la prosa di Tse si avvolge intorno a lui come un tentacolo e lo getta in paesaggi che sono un po’ Bosch e un po’ Freud. Immaginate Fantasia di Walt Disney ma per adulti, Alexander Portnoy sotto acidi, un parco tematico per perdere la verginità gestito da Mefistofele in persona. Nella prima Never, quella di superficie, Q nasconde una collezione di bambole in un armadio segreto nel suo studio. Quando trova Eiliss, una bambolina che danza in un carillon, la sua vita cambia. Quando Eiliss prende vita Q si ritrova risucchiato in una realtà parallela in cui i disordini studenteschi che incendiano la sua città sembrano solo un’eco lontana. Lui si sente finalmente libero, ma come Emma Bovary è sfuggito alle catene della repressione per finire imprigionato nelle sue stesse fantasie. E il romanzo smette di essere la storia di Q per mostrarci anche le prospettive di Maria e della bambola Eiliss, una donna dei sogni intrappolata tra l’umano e il meccanico.
Katy Waldman, The New Yorker

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Questo articolo è uscito sul numero 1550 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati