La regione del Saguenay-Lac-Saint-Jean, in Québec, è paesaggisticamente meravigliosa, il cibo è ottimo e c’è una radicata cultura dell’accoglienza. Ma se una di quelle minuscole, deliziose cittadine è casa tua il rischio è di sentirsi soffocare. Il lato oscuro di Chicoutimi, piccolo centro industriale del Saguenay, è incarnato dal protagonista di questo primo romanzo di Kevin Lambert. Faldistoire si barcamena tra un senso di omofobia introiettata e un amore nascosto, tra segreti di famiglia e antenati che hanno commesso stupri e violenze. Racconta la sua infanzia e adolescenza di disadattato in una piccola città in cui non dare nell’occhio è un prerequisto necessario. Ma Faldistoire, gay e ribelle, rifiuta di conformarsi. Il costo collettivo di sentirsi tutti uguali e del sogno di una felice omogeneità è quello di una società che, letteralmente, finisce per divorare i suoi giovani. La premessa narrativa del libro è dunque una serie di uccisioni di bambini e ragazzini che possono sembrare solo degli orribili incidenti. Per chi legge, ogni atto di violenza è sconvolgente ma la cosa che disturba di più è che il delitto non sorprende: sembra dover accadere. Il peccato originale della città di Chicoutimi è tutto nella sua facciata di rispettabilità.
Katia Grubisic, Montreal Review of Books

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Questo articolo è uscito sul numero 1566 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati