Il film ha un’impostazione familiare con al centro un racconto confortante. Ma guardandolo come si guarderebbe un dipinto, davanti a noi si apre un mondo completamente nuovo. Roz è un robot con una voce femminile finito ai margini di una foresta. Persa in questo mondo naturale interagisce con gli animali, impara il loro modo di vivere e finisce per prendersi cura di un papero appena uscito dal suo uovo. Sanders crea una dissonanza visiva tra robot e natura che in definitiva alimenta l’idea centrale del film.
Bilge Ebiri, Vulture

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1584 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati