Quando La storia di Souleymane è stato proiettato a Cannes nessuno avrebbe potuto immaginare che sarebbe uscito in sala in un contesto politico ancora più pesante e minaccioso. L’attore principale del film, Abou Sangare è un operaio di origine guineana, arrivato in Francia a sedici anni e, sette anni dopo, ancora senza documenti. Ha prestato il suo carisma e la sua espressività a Souleymane, che invece è un fattorino, ma vive più o meno la stessa precaria situazione. La sua vita quotidiana è una corsa a ostacoli permanente: non deve solo consegnare pacchi, ma mantenere vivo il sogno della fluidità delle merci per chi invece i documenti ce li ha già.
Didier Peron, Libération
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Questo articolo è uscito sul numero 1584 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati